Associazione l’Arcobaleno


A chi ci rivolgiamo

La Comunità Terapeutica L’Arcobaleno è una struttura socio-sanitaria accreditata e convenzionata con il sistema sanitario nazionale. La nostra struttura terapeutica si rivolge a persone con età compresa tra i 18 e i 30 anni con Disturbo da Uso di sostanze legali e illegali (oppioidi, cocaina, droghe sintetiche, farmaci, alcool).

Durata del percorso

Il percorso è modulato sui bisogni della persona accolta; viene costruito un percorso individualizzato in collaborazione con i servizi pubblici invianti, che prevede degli step di attuazione. L’attività terapeutica proposta dall’Arcobaleno è modulare, con la possibilità di sviluppare programmi dinamici e specifici.

Modalità di ingresso

L’ingresso in comunità avviene su segnalazione dei Servizi territoriale per le dipendenze oppure su ingresso privato. La richiesta di ingresso viene raccolta dal responsabile accoglienza, che provvederà a fissare un primo colloquio conoscitivo. Dopo la prima valutazione viene fissato un secondo colloquio conoscitivo e portato il caso in equipe per valutare l’ingresso. Gli ingressi sono programmati dal lunedì al venerdì alle ore 11.00.

La Comunità terapeutica “L’Arcobaleno” è accreditata per 14  posti residenziali.

Attività

L’associazione Arcobaleno svolge le seguenti attività:

    • psicoterapia individuale: orientamento sistemico relazionale, protocollo EMDR
    • psicoterapia di gruppo: orientamento Gestalt, Protocollo EMDR
    • Attività di gruppo
    • Colloqui psicologici
    • Attività di supervisione – La nostra struttura si mette a disposizione per eventuali supervisioni cliniche, supervisioni di equipe e supporto per organizzazione metodologica del lavoro in strutture socio-sanitarie per le dipendenze.
    • Attività di formazione – L’arcobaleno offre servizi di formazione sul tema delle dipendenze, sul tema dell’organizzazione di servizi socio-sanitari
    • Attività di consulenza e supporto psicologico – attività rivolta a persone che non hanno bisogno di percorso terapeutico residenziale.
  1. percorso terapeutico residenziale presso la comunità.

Le prestazioni erogate sono convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.

Carta dei servizi

Accreditamento 2014

Autorizzazione

Convenzione 2011-2014

Il Percorso Terapeutico

METODOLOGIA DI INTERVENTO

  • Lavoro sulla consapevolezza e sullo sviluppo di abilità
  • Promozione di percorsi biografici differenti
  • Percorsi individualizzati – un percorso terapeutico cucito su misura

Proposta educativa

La dimensione educativa-sociale parte dal presupposto che in contesti funzionali i giovani attingono da due fonti: famiglia e gruppo di pari. Il nostro metodo di intervento è incentrato su una dimensione di responsabilizzazione sia nei momenti artificiali di comunità e sia in un costante esplorazione dell’esterno.

Proposta terapeutica

La dimensione terapeutica si inserisce della scoperta dei propri stadi emozionali, il congelamento emozionale. Considerando la giovane età delle persone accolte, l’uso di sostanze è una risposta adattativa che porta ad una evoluzione disfunzionale della lettura delle proprie emozioni. Interviene su tre livelli: Congelamento emozionale, Rimozione del trauma, prevenzione alla ricaduta.

 

CONGELAMENTO EMOZIONALE

  • Gruppi sull’empowerment emozionale – sviluppo dell’alfabetizzazione emozionale e accrescimento della competenza emotiva. Il percorso terapeutico sviluppa le proprie potenzialità e le capacità critiche, riappropriandosi delle proprie emozioni e usarle per muoversi nell’ambiente e orientarsi e riconoscere i propri bisogni.

 

RIMOZIONE DEL TRAUMA

  • Colloqui di psicoterapia individuale – secondo una visione Sistemica e Trans-generazionale. Conoscenza ed una rielaborazione dello Stile di Attaccamento disfunzionale verso le figure di riferimento. Nel percorso di Anamnesi e di Concettualizzazione della storia personale s’individuano inoltre gli eventi di vita traumatici, secondo l’approccio dell’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).
  • Gruppi psicoterapeutici sulla rimozione del trauma attraverso protocollo EMDR.

 

PREVENZIONE ALLA RICADUTA

  • Gruppo di rilassamento e consapevolezza – Questo gruppo si propone l’obiettivo di accompagnare le persone accolte verso consapevolezza dei propri stati interni. La consapevolezza circa le proprie sensazioni corporee ed emozionali attraverso esercizi di rilassamento.
  • Attività di Aftercare e continuing careattività rivolta a chi ha finito il percorso terapeutico con successo e ha la possibilità di tornare per svolgere attività di gruppo, in continuità con il lavoro di prevenzione alla ricaduta e di Mindfulness.

Quella linea sottile

“Quanto amore ci vuole per capire il dolore
e poi quanto dolore per capire l’amore

Mi sono perso e ritrovato, per le vie che mi han cresciuto
perso nel buio, salvo per caso

Quanto tempo ci vuole per capire l’amore
e poi quanto dolore per capire me”

Storie di vita vera dell’Associazione Arcobaleno nel documentario Quella linea sottile:


Voce : Elisa Gallucci
Musiche: Turkish Cafè
Foto: Giovanni Marrozzini

Storia e Presentazione

L’Associazione “L’Arcobaleno” nasce nel 1985 al fine di rispondere a un problema sempre più presente nel territorio fermano. La prima esperienza fu la costituzione di un laboratorio diurno (una legatoria) a Porto San Giorgio per avviare all’attività lavorativa i soggetti tossicodipendenti. Dopo questa prima esperienza nel 1987 vennero costituite due comunità residenziali, una a Monterubbiano e una a Porto San Giorgio, alle quali si è aggiunta, nel 1994, una terza sede a Capodarco di Fermo. tossicodipendenza 1 L’azione terapeutica svolta è stata così organizzata su tre fasi, corrispondenti alle tre sedi delle comunità. In particolare l’ultima sede, quella di Capodarco di Fermo, era indirizzata al reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi. Questa esperienza è durata fino al 2000 quando è stata chiusa la terza sede di Capodarco di Fermo e ristrutturato il lavoro su due comunità; dal 2003 è rimasta unica sede operativa quella di Porto San Giorgio. Dal 2009 è stato attuato un importante rinnovo di personale e, conseguentemente una nuova impostazione del lavoro terapeutico e di accoglienza. Dal 2011 la Comunità L’arcobaleno è autorizzata e accreditata dalla Regione Marche (accreditamento con 4° livello di eccellenza) per l’erogazione di servizi di riabilitazione ed educativo-assistenziali per tossicodipendenti.

La nostra visione

La storia della terapia deve poter essere “storia di un incontro” tra un essere umano inserito in un contesto di relazioni significative, le richieste del mondo, le sue capacità e incapacità e i supporti che il servizio terapeutico è in grado di fornirgli. Tutto questo in una cornice connettiva di vari interventi che proponga all’individuo una descrizione “comprensibile e coerente” del proprio processo nel tempo, secondo un modello di accettazione – ridefinizione all’interno del quale, lo stesso, può continuare a riconoscersi. Per dipendenza si intende una convinzione individuale, in seguito ad un’esperienza soggettivamente interpretata, di aver trovato in un posto e solo in quel posto, la risposta fondamentale alle proprie richieste, a bisogni e desideri essenziali che non è possibile soddisfare altrimenti. Il cambiamento non può essere soltanto disassuefazione, non uso, sobrietà. E’ la definizione di nuovi ruoli, dinamiche, linguaggi e pensieri da ricostruire nell’ottica di una nuova identità socio-relazionale. Così, il prendersi cura “in spazi di accoglienza”, deve inserirsi in una rete di opportunità e occasioni di progressiva autonomia personale da parte dei soggetti accolti. E’ un percorso fatto di attività pratiche, di momenti di socialità, di occasioni di introspezione. Accoglienza è disponibilità ad un “ascolto attivo”, riconoscimento della dignità e della complessità di ognuno, è accompagnare il soggetto nel percorso, costruire insieme un progetto evolutivo e dare un senso diverso al suo vissuto.Quella linea sottile



Il ruolo della comunità

Il concetto di comunità intesa come gruppo di persone che vivono insieme e come estensione della famiglia è elemento centrale nel nostro metodo di lavoro. In primis, è centrale l’importanza attribuita al gruppo, per molteplici motivi. Nella nostra comunità si è scelto di intervenire con un target di utenza specifico relativamente all’età (18 – 30 anni): i nostri ospiti sono giovani e sono quindi chiamati non solo a risolvere la problematica inerente la tossicodipendenza ma anche a superare i compiti evolutivi propri dell’adolescenza, primo fra tutti il pervenire a una identificazione di sé come giovane adulto. In contesti “normali” l’adolescente attinge da due fonti: la famiglia e il gruppo dei pari; questo gioca pertanto unruolo centrale nell’intervento terapeutico, dal momento che i pari fungono da specchi in grado di riflettere l’immagine di sé. In passato i nostri ragazzi hanno scelto come modelli coetanei problematici con i quali hanno condiviso esperienze che ruotavano intorno alle droghe; strumentali o meno che fossero, quelle erano le loro amicizie, i loro punti di riferimento, i loro modelli. In comunità ognuno di loro diventa modello per l’altro. Oltre all’innegabile potere del confronto tra pari, fondamentale è anche la valenza protettiva e correttiva esercitata dal gruppo. In qualsiasi situazione di gruppo sana esistono forze in grado di favorire la crescita delle persone: la prima è la spinta naturale dell’organismo verso la salute e il benessere, cioè la “vis medicatrixnaturae”; la seconda è costituita dall’effetto salutare apportato dal riconoscimento da parte degli altri; la terza forza consiste nell’effetto correttivo esercitato dalla tendenza dell’individuo ad amalgamarsi al gruppo di appartenenza. La vita comunitaria prevista dal nostro percorso terapeutico implica la condivisione di un sistema di significati e stimola un’identità di appartenenza al gruppo, tramite un comune problema di base (la tossicodipendenza) e un obiettivo comune da perseguire, facendo gradualmente propri degli ideali comuni: l’importanza dell’onestà, della consapevolezza, dell’autonomia, della responsabilità e del rispetto verso sé e verso gli altri. La comunità valorizza l’autonomia e stimola la scelta, la presa di responsabilità nell’affrontare la propria vita. Non si limita alla disassuefazione dall’uso di sostanze ma promuove un modello di vita consapevole.

Presentazione