Associazione l’Arcobaleno


L’Associazione “L’Arcobaleno” nasce nel 1985 al fine di rispondere a un problema sempre più presente nel territorio fermano. La prima esperienza fu la costituzione di un laboratorio diurno (una legatoria) a Porto San Giorgio per avviare all’attività lavorativa i soggetti tossicodipendenti. Dopo questa prima esperienza nel 1987 vennero costituite due comunità residenziali, una a Monterubbiano e una a Porto San Giorgio, alle quali si è aggiunta, nel 1994, una terza sede a Capodarco di Fermo.

L’azione terapeutica svolta è stata così organizzata su tre fasi, corrispondenti alle tre sedi delle comunità. In particolare l’ultima sede, quella di Capodarco di Fermo, era indirizzata al reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi. Questa esperienza è durata fino al 2000 quando è stata chiusa la terza sede di Capodarco di Fermo e ristrutturato il lavoro su due comunità; dal 2003 è rimasta unica sede operativa quella di Porto San Giorgio. Dal 2009 è stato attuato un importante rinnovo di personale e, conseguentemente una nuova impostazione del lavoro terapeutico e di accoglienza. Dal 2011 la Comunità L’arcobaleno è autorizzata e accreditata dalla Regione Marche (accreditamento con 4° livello di eccellenza) per l’erogazione di servizi di riabilitazione ed educativo-assistenziali per tossicodipendenti.

La nostra visione

La storia della terapia deve poter essere “storia di un incontro” tra un essere umano inserito in un contesto di relazioni significative, le richieste del mondo, le sue capacità e incapacità e i supporti che il servizio terapeutico è in grado di fornirgli. Tutto questo in una cornice connettiva di vari interventi che proponga all’individuo una descrizione “comprensibile e coerente” del proprio processo nel tempo, secondo un modello di accettazione – ridefinizione all’interno del quale, lo stesso, può continuare a riconoscersi. Per dipendenza si intende una convinzione individuale, in seguito ad un’esperienza soggettivamente interpretata, di aver trovato in un posto e solo in quel posto, la risposta fondamentale alle proprie richieste, a bisogni e desideri essenziali che non è possibile soddisfare altrimenti. Il cambiamento non può essere soltanto disassuefazione, non uso, sobrietà. E’ la definizione di nuovi ruoli, dinamiche, linguaggi e pensieri da ricostruire nell’ottica di una nuova identità socio-relazionale. Così, il prendersi cura “in spazi di accoglienza”, deve inserirsi in una rete di opportunità e occasioni di progressiva autonomia personale da parte dei soggetti accolti. E’ un percorso fatto di attività pratiche, di momenti di socialità, di occasioni di introspezione. Accoglienza è disponibilità ad un “ascolto attivo”, riconoscimento della dignità e della complessità di ognuno, è accompagnare il soggetto nel percorso, costruire insieme un progetto evolutivo e dare un senso diverso al suo vissuto.

Il ruolo della comunità

Il concetto di comunità intesa come gruppo di persone che vivono insieme e come estensione della famiglia è elemento centrale nel nostro metodo di lavoro. In primis, è centrale l’importanza attribuita al gruppo, per molteplici motivi. Nella nostra comunità si è scelto di intervenire con un target di utenza specifico relativamente all’età (18 – 30 anni): i nostri ospiti sono giovani e sono quindi chiamati non solo a risolvere la problematica inerente la tossicodipendenza ma anche a superare i compiti evolutivi propri dell’adolescenza, primo fra tutti il pervenire a una identificazione di sé come giovane adulto. In contesti “normali” l’adolescente attinge da due fonti: la famiglia e il gruppo dei pari; questo gioca pertanto unruolo centrale nell’intervento terapeutico, dal momento che i pari fungono da specchi in grado di riflettere l’immagine di sé. In passato i nostri ragazzi hanno scelto come modelli coetanei problematici con i quali hanno condiviso esperienze che ruotavano intorno alle droghe; strumentali o meno che fossero, quelle erano le loro amicizie, i loro punti di riferimento, i loro modelli. In comunità ognuno di loro diventa modello per l’altro. Oltre all’innegabile potere del confronto tra pari, fondamentale è anche la valenza protettiva e correttiva esercitata dal gruppo. In qualsiasi situazione di gruppo sana esistono forze in grado di favorire la crescita delle persone: la prima è la spinta naturale dell’organismo verso la salute e il benessere, cioè la “vis medicatrixnaturae”; la seconda è costituita dall’effetto salutare apportato dal riconoscimento da parte degli altri; la terza forza consiste nell’effetto correttivo esercitato dalla tendenza dell’individuo ad amalgamarsi al gruppo di appartenenza. La vita comunitaria prevista dal nostro percorso terapeutico implica la condivisione di un sistema di significati e stimola un’identità di appartenenza al gruppo, tramite un comune problema di base (la tossicodipendenza) e un obiettivo comune da perseguire, facendo gradualmente propri degli ideali comuni: l’importanza dell’onestà, della consapevolezza, dell’autonomia, della responsabilità e del rispetto verso sé e verso gli altri. La comunità valorizza l’autonomia e stimola la scelta, la presa di responsabilità nell’affrontare la propria vita. Non si limita alla disassuefazione dall’uso di sostanze ma promuove un modello di vita consapevole.

A chi ci rivolgiamo. La Comunità Terapeutica L’Arcobaleno è una struttura socio-sanitaria accreditata e convenzionata con il sistema sanitario nazionale. La nostra struttura terapeutica si rivolge a persone con età compresa tra i 18 e i 30 anni con Disturbo da Uso di sostanze legali e illegali (oppioidi, cocaina, droghe sintetiche, farmaci, alcool).

Durata del percorso. Il percorso è modulato sui bisogni della persona accolta; viene costruito un percorso individualizzato in collaborazione con i servizi pubblici invianti, che prevede degli step di attuazione. L’attività terapeutica proposta dall’Arcobaleno è modulare, con la possibilità di sviluppare programmi dinamici e specifici.

Modalità di ingresso. L’ingresso in comunità avviene su segnalazione dei Servizi territoriale per le dipendenze oppure su ingresso privato. La richiesta di ingresso viene raccolta dal responsabile accoglienza, che provvederà a fissare un primo colloquio conoscitivo. Dopo la prima valutazione viene fissato un secondo colloquio conoscitivo e portato il caso in equipe per valutare l’ingresso. Gli ingressi sono programmati dal lunedì al venerdì alle ore 11.00.

La Comunità terapeutica “L’Arcobaleno” è accreditata per 14  posti residenziali.

“Quella linea sottile” – Un documentario di storie di vita vera

“Quanto amore ci vuole per capire il dolore e poi quanto dolore per capire l’amore. Mi sono perso e ritrovato, per le vie che mi han cresciuto perso nel buio, salvo per caso. Quanto tempo ci vuole per capire l’amore e poi quanto dolore per capire me”

Voce : Elisa Gallucci – Musiche: Turkish Cafè – Foto: Giovanni Marrozzini



Organigramma
Responsabile

RIccardo Sollini