Comunità di Capodarco di Perugia Onlus


Ufficialmente costituita nel 2000, in seguito alla divisione territoriale della Comunità di Capodarco dell’Umbria, la comunità di Perugia opera nel territorio cittadino sin dal 1979, gestendo strutture di accoglienza per persone con disabilità fisica e psichica e per persone svantaggiate, in base alla convenzione  stipulata ex art.26, L. n.833 /1978.

Nel 1982,  nella zona di Prepo, viene fondato da Francesca Bondì, insieme ad alcuni soci, un gruppo famiglia diretto a permettere nuove accoglienze nel territorio perugino e offrire alle persone disabili una facilitazione agli studi universitari. Nel maggio del 1983 nasce a Ponte San Giovanni un altro gruppo famiglia fondato da Annamaria  Bellucci e Lino Parolini, con l’intenzione di offrire alle persone con disabilità un percorso di vita orientato all’idea di emancipazione, autonomia e riscatto sociale. Entrambi i centri sono orientati all’assistenza di persone con disabilità fisica.

Nel 1985  Francesca Bondì  fonda  un centro diurno, destinato invece all’assistenza di persone con disabilità mentale, alle quali si cerca di offrire cure e assistenza senza allontanarle forzatamente dalle loro abitazioni.

Da gennaio 2005 la Comunità Capodarco di Perugia è stata ufficialmente riconosciuta come centro socio-riabilitativo-educativo-diurno abilitato per ospitare fino a 34 persone, nel novembre 2008 il centro ha ottenuto l’accreditamento ministeriale.

Nella Comunità di Perugia e in tutte le sue strutture, l’assistenza viene erogata in base a programmi riabilitativi personalizzati, particolarmente attenti alle aree delle autonomie, dell’inserimento lavorativo e a tutti quei bisogni affettivo-relazionali che chi vive il disagio porta con sé.  E’ previsto un intervento organico con le famiglie, attraverso la condivisione di alcune esperienze mirate e la possibilità di ascolto e accoglienza, sia con intento formativo,  sia finalizzate all’elaborazione della sofferenza.

Attività e destinatari:

Le strutture della comunità sono principalmente rivolte a persone adulte con disabilità fisica, psichica e sensoriale che necessitano di opportunità aggiuntive alla vita familiare, per sperimentare nuovi modelli relazionali e ricevere sollecitazioni verso ulteriori forme di autonomia e verso lo sviluppo delle proprie potenzialità.

La Comunità di Perugia ha inoltre iniziato una collaborazione con le istituzioni scolastiche, gli enti di formazione e con gli altri centri riabilitativi del territorio, indirizzata all’accoglienza nelle proprie strutture  dei ragazzi “messi in prova” dal Tribunale per i Minori.

Strutture RESIDENZIALI:

  • Comunità alloggio (Ponte S. Giovanni): struttura a ciclo continuativo con 8 posti letto e operatori che offrono assistenza continuativamente 24 ore su 24.
  • Famiglia-comunità “dopo di noi”: struttura residenziale permanente  per persone disabili gravi, prive di assistenza famigliare. Sono ospitate 6 persone oltre ad un posto sempre disponibile per le emergenze. L’assistenza viene garantita continuativamente 24 ore su 24.

L’organizzazione di entrambe  le strutture residenziali è di tipo familiare, con suddivisione partecipata dei compiti e dei ruoli, tenendo in considerazione le capacità e le potenzialità di ciascuno. In entrambe le strutture si cerca di favorire i rapporti e l’integrazione nel tessuto sociale, contribuendo a mantenere una qualità di vita socialmente soddisfacente.

Gli interventi socio-riabilitativi-educativi riguardano le seguenti aree:

  • Autonomie personali (raggiungimento della massima autonomia possibile negli ambiti dell’igiene personale, dell’abbigliamento e dell’alimentazione);
  • Autonomie sociali (sviluppo delle competenze sociali);
  • Stimolazione cognitiva (promozione delle capacità di relazione e comunicazione);
  • Monitoraggio e promozione dell’equilibrio emotivo affettivo: (colloqui sistematici, sia di gruppo che individuali, con la psicologa e attività di monitoraggio da parte dello psichiatra, di concerto con i servizi sociali e psichiatrici del territorio);
  • Attività manuali (attività volte soprattutto allo svolgimento delle incombenze domestiche, in modo collegiale e con rispetto di turni, grazie ad una programmazione accurata e concordata);
  • Animazione  (attività, sia interne che esterne alla comunità, ispirate al rispetto delle individualità e della personalità di ognuno, volte a valorizzare le potenzialità  creative, affettive, cognitive e relazionali)
  • Attività fisioterapica (attività specifiche di riabilitazione neuromotoria)
  • Attività di inserimento lavorativo:   (attività effettuate in collaborazione con i servizi del territorio, indirizzate a tutti coloro che possiedono una discreta autonomia negli spostamenti e nella capacità di rispettare regole e procedure)

Centri DIURNI a carattere socio-riabilitativo-educativo

  • Centro diurno – strada comunale Prepo, 202
  • Centro diurno – via Petrarca, 9
  • Centro diurno – via Caprera, 23

Nei tre centri diurni vengono organizzate le seguenti  attività:

  • Autonomie personali (raggiungimento della massima autonomia possibile negli ambiti dell’igiene personale, dell’abbigliamento e dell’alimentazione);
  • Autonomie sociali (sviluppo delle competenze sociali);
  • Stimolazione cognitiva (promozione delle capacità di relazione e comunicazione);
  • Monitoraggio e promozione dell’equilibrio emotivo affettivo (colloqui sistematici sia di gruppo che individuali con la psicologa);
  • Attività manipolative e di laboratorio (lavoro di tipo artigianale, espressivo-creativo, manipolativo, svolto con una programmazione accurata degli impegni giornalieri e con attività motorie e prassiche adeguate alle diverse capacità);
  • Drammatizzazione e animazione (attività di animazione ispirate al rispetto delle individualità e delle personalità, volte a valorizzare le potenzialità  creative, affettive, cognitive e relazionali);
  • Attività psicomotoria e fisioterapica (attività specifiche di riabilitazione neuromotoria,  psicomotricità e danzaterapia);
  • Attività di musicoterapia  (attività specifiche miranti  al raggiungimento di tecniche di rilassamento e di  metaesplorazione corporea);
  • Attività di ippoterapia (attività di educazione equestre e relative alla sistematizzazione del rapporto con gli animali).

 Collaborazioni:

La comunità di Perugia è impegnata da sempre nel rapporto con gli altri enti presenti sul territorio nazionale operanti nel campo della disabilità, quali la Comunità di Capodarco Nazionale, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), il Forum del “Terzo Settore”, l’Associazione Cristiana Residenze Anziani e Disabili dell’Umbria (A.C.R.A.D.U.), il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (C.N.C.A.), l’Associazione Italiana Persone Down (A.I.P.D.), l’Associazione Madre Coraggio, l’Associazione Durante Noi e l’Associazione l’Ottavo Giorno.

Presentazione