N. 177 – MINORENNI E VIOLENZA

Le scene e le devastazioni degli adolescenti fanno paura, perché esprimono solo violenza, senza riflessioni e senza progetti. Per chi li conosce sa bene che in gruppo sono capaci di aggressione e distruzione, in una gara per chi è più violento. D’estate si eccitano contro i chioschi; a volte per una qualche baruffa tra loro, a volte solo perché hanno bevuto troppa birra. Quando sono beccati, uno per uno, si rivelano così come sono: bambini cresciuti con un vuoto dentro. Non sanno spiegare i perché della loro aggressività: giocano per essere considerati duri, sia maschi che femmine.
Gli adulti non si rendono conto del perché di tanta violenza: perché non dialogano con loro, non capiscono il passaggio dall’infanzia all’età adulta, perché ignorano i messaggi di cui si nutrono. I genitori commettono l’errore di considerarli adulti, alcuni insegnanti faticano a cogliere i problemi, oramai privati della capacità educativa, le organizzazioni sportive, i gruppi sociali, le parrocchie sono riservate a pochi; il resto è un branco informe, casuale, in fibrillazione continua.
La reazione dell’opinione pubblica, sociale e politica, bada a scaricare responsabilità, senza affrontare il problema. Dopo l’infanzia il ragazzo/a è imbevuto di efficienza, di bellezza, di ricchezza: se non accompagnato si ribella. Non ha altri ideali e contenuti. Le famiglie e gli adulti non hanno inventato nulla per loro. Abbandonati a sé stessi, diventano ingestibili, pieni di rabbia. L’esperienza di gruppi accolti per il recupero scolastico, per lo sport, per la musica, per la religione dimostrano che gli adolescenti sanno crescere con mitezza e saggezza. Esigono solo rispetto e parità, senza maestri e senza prevaricazione. Hanno fantasia che loro stessi vogliono esprimere, iniziative che loro scelgono.
Considerare come adulto un adolescente, è percepito come abbandono. I negozi devastati indicano che la ricchezza è negata: uno smartphone da oltre mille euro è desiderato e contemporaneamente distrutto da chi non può permetterselo. Le aule scolastiche ammuffite, le case popolari devastate, nessun luogo di ritrovo, il costo di un panino e birra li irrita: esplodono perché l’attenzione per loro è quasi inesistente; sentono lo splendore delle vetrine luccicanti come provocazione.


