N.176 – LA VITA E LA CANDELA

Non so perché sia sorto il collegamento tra vita e candela: probabilmente per l’età matura che vivo. Pensando ai lunghi anni trascorsi, è venuto spontaneo il parallelismo. Forse occorrerebbe uno psicanalista per capirne il motivo. Comunque, è sorta spontanea, per la dimestichezza con le candele. Nei decenni trascorsi erano costruite con cera d’api, poi sono state alimentate con paraffina, infine con un liquido di petrolio raffinato.
La candela inizia appena accesa e si infiamma, portando luce, calore, splendore: se all’inizio è incerta con lo stoppino che deve essere sufficientemente riscaldato, nel pieno dello sviluppo è capace di illuminare sufficientemente. Nelle liturgie, prima dell’arrivo dell’elettricità, avevano inventato la “bugia” [nome derivato dalla città Béjaïa dove si produceva cera d’api]: un piccolo strumento che poteva essere posto a fianco dei libri e di qualche attenzione che richiedeva luce. Le strutture religiose e laiche erano illuminate da migliaia di candele, così da far risplendere chiese e teatri. Molte opere d’arte sono state recentemente ripulite proprio per l’eccessivo uso delle candele.
La vita terrena ha lo stesso andamento. Si nasce incerti, bisognosi di attenzioni costanti, per poi crescere lentamente. Solo con la maturità si diventa indipendenti, capaci di offrire luce, calore e compagnia. La vecchiaia dice che quell’autonomia inizia ad avere incertezze di salute, di memoria, di cammino.
I ritmi della vita umana sono simili a quelli di una candela: iniziano lentamente, per poi arrivare alla maturità e infine a spegnersi: senza poter programmare la fine.
Nella religiosità cristiana, si fa appello alla seconda vita nello spirito. La differenza dice che è altra vita. Si tratta di una promessa che sarà mantenuta: ha i riferimenti con la vita vissuta ma è sostanzialmente diversa.
Si tratta, per chi ha seguito la religiosità, di un clima stabile, gioioso, soprattutto chiarificatore dei molti misteri rimasti tali nella vita terrena. E’ la dimensione dello spirito che oltrepassa lo spazio, per arrivare alla pace della gloria. La candela è scomparsa perché era la misura del tempo che, nell’eternità non esiste. Solo un atto di fede che ha radice nel desiderio di immortalità, presente anche nella vita terra, può garantire fiducia e speranza.


