N.174 – ETICA QUOTIDIANA

Le notizie sul mondo non sono rassicuranti: a livello internazionale si registrano guerre, morti, conquiste, armi, allerte continue di agguati e di invasioni, comprese guerre civili che sfidano gruppi della stessa nazione.
Non cambia il clima a livello nazionale: furti, violenze domestiche, adolescenti aggressivi, femminicidi. Non si riesce a comprendere che cosa stia accadendo. Improvvisamente il nostro mondo è diventato ostile, aggressivo, pericoloso. Forse le radici di tale triste situazione possono essere riassunte a due tendenze: l’individualismo e il desiderio di benessere.
Da secoli la riflessione filosofica, culturale, economica ha insistito sul valore della persona. Questa tendenza è stata proposta nell’occidente dalla fine del medioevo. Riflessioni filosofiche, politiche e sociali hanno insistito sulla dignità della persona. L’apice è stato raggiunto nell’Illuminismo: ciò che conta è la razionalità umana, unico criterio di stile di vita. All’individualismo di pensiero, negli ultimi secoli si è aggiunta la materializzazione della vita. Ciò che conta sono le risorse di cui ognuno dispone: le, competenze tecniche, le risorse economiche sono la base della felicità. Essere ricco agevola la vita e offre la felicità.
L’esasperazione di queste due caratteristiche ha smantellato ogni forma di etica. Nessuno, al di fuori della propria coscienza, ha il diritto di imporre comandi. Non lo Stato, non la Chiesa, non la filosofia. Ciascuno elabora nella propria storia ciò che è giusto e desiderabile. Se la misura del pensiero e dell’etica si restringe alla propria coscienza, di fatto ogni comportamento, anche disdicevole è lecito.
La falsità di questa tendenza è la dimenticanza della comunità umana nella quale ciascuno è immerso. Non si nasce da solo, non si vive e sopravvive da solo: da qui la necessità di una regola (etica) che governi la vita di tutti. Il vivere reale ha bisogno di regole fondate sul rispetto, sul dialogo, sul perdono, alla fin fine di regole morali. Tali regole si applicano a partire della vita quotidiana: dalla famiglia, dagli studi, dall’economia, dalla cultura. Senza questa etica prevalgono i più forti ignorando che c’è sempre qualcuno più forte dell’altro. Da padrone si diventa schiavo senza aiuto e senza perdono.


