Senza Conservanti

N.173 – LA PENSIONE

La pensione suggerisce emozioni di liberazione, ma anche di preoccupazione. Di liberazione perché dopo un lungo periodo di lavoro, di impegni di famiglia, finalmente giunge il meritato riposo. Soprattutto per lavori onerosi o comunque sofferti, termina finalmente la fatica. Il sogno del riposo è allettante e gratificante. Si possono realizzare le piccole e grandi occasioni……
“senza conservanti” la rubrica di vinicio albanesi. n.2 – quale pace

La pensione suggerisce emozioni di liberazione, ma anche di preoccupazione. Di liberazione perché dopo un lungo periodo di lavoro, di impegni di famiglia, finalmente giunge il meritato riposo. Soprattutto per lavori onerosi o comunque sofferti, termina finalmente la fatica. Il sogno del riposo è allettante e gratificante. Si possono realizzare le piccole e grandi occasioni che il ritmo precedente impediva, senza affanni. I nipoti possono essere accompagnati senza la responsabilità diretta di educazione perché hanno i loro genitori. Insomma, la pensione è una buona occasione di spensieratezza.

In realtà anche il periodo pensionistico ha le sue fragilità. Due angosce appesantiscono il periodo pensionistico: la quantità della pensione, spesso appena sufficiente alla sopravvivenza e la solitudine perché i giovani, compresi i figli e nipoti hanno una loro vita, senza troppe preoccupazioni per i nonni. La salute è la priorità: il corpo invecchiando lancia i suoi appelli: acciacchi, dolorini, rallentamenti. Senza pensare a situazioni gravi di malattie, perché il periodo di riposo diventerebbe pesante e doloroso.

La seconda preoccupazione è per la quantità di denaro che la pensione garantisce. Anche quanti avevano uno stipendio dignitoso stentano a reggere la vita quotidiana: con la svalutazione continua, le esigenze per vivere debbono essere molto equilibrate.

Per non parlare di chi ha pensioni minime di vecchiaia. Con tali risorse non si riesce a vivere. Se i nonni sono in due riescono a campare; se rimane uno solo si dovrà appellare ai figli o a qualche parente.

Al di là dele condizioni fisiche e materiali, l’invecchiamento cambia il sentore della vita. Il

ritmo quotidiano si allenta, la visione della vita cambia; le prospettive del futuro si accorciano, la memoria stenta. Se la vita è troppo lunga essa si inaridisce fino a invocare la morte. Il clima sociale non aiuta: il mondo vuole giovani sani ed efficienti.

Al decadimento dovuto all’età si reagisce attivando le risorse che, nonostante l’età, sono possibili. La curiosità, gli interessi, la gratuità danno senso all’esistenza. Occorre però prepararsi alimentando intuizioni, possibilità, impegni. Con molta libertà, seguendo la propria storia e la propria indole.

La vita è un dono immenso da assaporare per ogni istante, modulando i corpi, le menti e lo spirito che l’esperienza e il tempo suggeriscono.