Comunità San Girolamo: “musica e benessere”, binomio possibile anche con attività online

Guardare l’ambiente circostante con occhi e orecchie di musicista, per cercare in sé stessi la ‘musica’ e i suoni che muovono i sentimenti e che aiutano a star meglio. Sono le premesse con le quali è nata la serie di incontri organizzati per tutto il […]

this.image.title

cuffiaGuardare l’ambiente circostante con occhi e orecchie di musicista, per cercare in sé stessi la ‘musica’ e i suoni che muovono i sentimenti e che aiutano a star meglio. Sono le premesse con le quali è nata la serie di incontri organizzati per tutto il mese di  Giugno dall’Auser di Fermo, all’interno di un progetto che coinvolge realtà del sociale e associazioni di volontariato del nostro territorio. Tra queste la Comunità San Girolamo di Fermo, struttura che accoglie persone con disabilità psichica, la quale ha partecipato ad un laboratorio in videoconferenza tenuto da Leonardo Damiani, musicista diplomato al Conservatorio di Fermo e che ha visto come tema specifico ”la musica ed il benessere”.

“L’attività ha visto impegnate una decina di persone della Comunità – racconta Antonio Oriolo, educatore del San Girolamo – e nel corso degli incontri ci siamo confrontati, dapprima sulla ricerca e, successivamente, sulla costruzione di uno strumento musicale con materiali di uso comune”.

“Chiaramente – prosegue Antonio – il laboratorio è stato il pretesto per parlare di noi e della musica nella nostra vita. Un’attività di questo genere qualche mese fa sarebbe stata improponibile e non avrebbe avuto senso. Ma come: qualcuno propone un progetto che guarda al benessere e all’inclusione nella vita sociale di coloro che affrontano quotidianamente difficoltà relazionali di varia natura e per farlo organizza un incontro on-line?”.

La nuova sfida sarà ora quella di proseguire il laboratorio anche in presenza già dal mese di settembre, con incontri dal vivo nel rispetto di tutte le misure anti Covid previste. “Sarà un incontro in sicurezza – spiega Antonio, con un distanziamento fisico minimo tra le persone, con le mascherine sul volto e senza gli abbracci e le strette di mano a cui i ‘nostri’ difficilmente riescono a rinunciare. Ma noi ci saremo, perché noi  stiamo facendo il nostro dovere e presto ci ricorderemo di questo periodo come di un tempo triste in cui eravamo costretti ad andare in giro con le mascherine al volto e senza poterci toccare”.

Una video conferenza  è senz’altro un mezzo utile per far interagire in tempo reale persone che sono impossibilitate a ritrovarsi nello stesso posto, ma pone qualche problema per chi  ha già difficoltà di relazione e di vita sociale come chi convive con un disagio psichico. “Eppure- conclude l’educatore del San Girolamo- tutto ciò è stato non solo possibile ma anche necessario perché il tempo che stiamo vivendo non è un tempo normale. Stiamo gradualmente  lasciando alle spalle un periodo triste e doloroso in cui non c’è stata altra alternativa all’isolamento ed al distanziamento sociale di ciascuno di noi. Una necessità che anche i nostri amici della Comunità hanno compreso e saputo accettare. Certo, è stato ed è un tempo strano da cui dobbiamo trarre i giusti insegnamenti”.

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Il progetto della cura: una ricerca continua di equilibrio

Conversiamo con Gerardo D’Angelo e Béatrice Vernon Qual era il modello di assistenza nella Comunità di Capodarco inizialmente? A Capodarco fino all’inizio degli anni ’90, l’assistenza alle persone con disabilità era garantita esclusivamente dai volontari, dagli obiettori di coscienza in servizio civile e dagli stessi disabili meno gravi. Con il passare del tempo la Regione…

Articolo

Prendersi cura non è solo curare

di Paola Todeschi* Ci sono persone che lasciano il segno. Magari le abbiamo conosciute per caso, percorrendo con loro solo un breve tratto di strada, quando la malattia ha interrotto violentemente la normalità. Le ricordo con piacere perché ho avuto a cuore le loro condizioni, provando interesse per ciò che accadeva. La consapevolezza di poter…

Articolo

Il potere dei gesti invisibili

di Elia Africani Il valore delle presenze “silenziose” nella vita di una organizzazione. Ci sono comunità che si definiscono attraverso ciò che mostrano: ruoli, decisioni, riunioni, comunicati, persone “in prima fila”. Questo è comprensibile e abbastanza ovvio; il palcoscenico è dove avviene ciò che fa notizia, è più facile da raccontare. Eppure, chiunque abbia frequentato…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.