Educatori sociali “tra scienza e virtù”

La Comunità di Capodarco entra per la prima volta all’Università di Macerata. Lo fa con il convegno “Qualità di Vita in storie difficili”, svoltosi ieri presso il Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo, una tavola rotonda davanti a una platea […]

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La Comunità di Capodarco entra per la prima volta all’Università di Macerata. Lo fa con il convegno “Qualità di Vita in storie difficili”, svoltosi ieri presso il Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo, una tavola rotonda davanti a una platea di trecento futuri educatori che ha visto protagonisti in perfetto equilibrio i coordinatori dei vari servizi della Comunità e studiosi accademici.

“Due sono state le valenze di questo incontro: – spiega la prof.ssa Catia Giaconi dell’Università di Macerata – in primo luogo, sostenere un connubio tra teoria e pratica che diventa fondamentale per i nostri studenti in formazione e farlo con una delle realtà più radicate e attive nel territorio: la Comunità di Capodarco di Fermo. In secondo luogo, riflettere sulla Qualità di Vita in termini professionalizzanti, rendere questa espressione carica di precise indicazioni operative alla base della presa in carico di persone con storie difficili e che Capodarco incarna da anni nelle sue diverse realtà”.

L’incontro non ha tradito le attese, offrendo agli allievi 5 ore piene di analisi scientifiche e di carica professionale e umana. Dopo l’apertura del prof. Michele Corsi, direttore del Dipartimento, che ha proposto una attenta rilettura dei concetti di autorevolezza e responsabilità nei futuri e mutevoli profili professionali, don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità, ha declinato l’atteggiamento dell’educatore del futuro, in cui devono coesistere allo stesso modo “scienza e virtù”. Il monito di don Albanesi ha riguardato le tre “tentazioni” che un educatore deve evitare: “lo scientismo, l’assistenzialismo e la perdita di senso del proprio lavoro”.

Sulla riflessione riguardo i cambiamenti del nostro tempo hanno insistito il prof. Pier Giuseppe Rossi dell’Università di Macerata, che ha giocato sulle nuove dimensioni della comprensione del testo e della multimedialità, e la prof.ssa Simone Aparecida Capellini, grande voce internazionale dell’Università Unesp del Brasile, che ha messo in evidenza cosa succede quando l’età avanza nei processi del linguaggio, dell’attenzione e della memoria, e le nuove frontiere internazionali nell’ambito della presa in carico di adulti con disabilità e di persone in età senile. L’intervento di Stefano Trasatti, direttore di Redattore sociale, il network informativo fondato oltre 20 anni fa dalla Comunità di Capodarco, ha invece puntato ad offrire ai futuri educatori risorse utili per l’aggiornamento sui temi sociali allo scopo di curare, per quanto di loro competenza, la comunicazione degli stessi nel rispetto della Qualità della Vita delle persone con storie difficili.

Molto ricca e intensa la seconda parte del convegno, dove i coordinatori dei servizi della Comunità hanno illustrato le diverse pratiche fondate in egual modo sulla competenza scientifica e sull’impegno costante per promuovere concretamente la qualità della vita delle persone accolte. Dall’esperienza poliforme della grande “Villa” di Capodarco, con Gerardo D’Angelo, a quella dei centri diurni per ragazzi e adulti con disabilità psico-fisica e pluridisabilità gravissima, con Francesco Cucchi (centro diurno Santa Elisabetta) e Lucia De Col (Comunità di Sant’Andrea). Di qualità della vita di soggetti con serie patologie psichiatriche hanno parlato Eugenio Scarabelli e Simona Gazzoli (Comunità San Girolamo), Martina Monterubbiano e Stefania Pietracci (Comunità San Claudio). Gli allievi di Scienze della formazione sono poi entrati nelle trame di “Mondo Minore” e della Comunità Arcobaleno, con Giacomo Sortino e Riccardo Sollini che hanno rispettivamente toccato le mille sfide dell’accoglienza di minori in difficoltà e di giovani tossicodipendenti.

I diversi interventi della platea, hanno dimostrato che l’incontro ha colto nel segno: non solo la teoria può essere di aiuto alla lettura della pratica, ma la pratica può sollevare questioni teoriche da approfondire nella ricerca scientifica. Un mix ideale per il profilo professionale dei futuri educatori. Un reale confronto tra territori accademici e pratiche reali che diventerà un appuntamento annuale. Appuntamento quindi al 2016.

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Redazione Capodarco

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