Progetto “Sintesi”, conclusa la prima fase. Tra i promotori, l’associazione “L’arcobaleno”

CAPODARCO – Si è conclusa nei giorni scorsi la fase iniziale del progetto “Sintesi”, finanziato dalla Regione Marche e promosso dall’associazione “L’arcobaleno” della Comunità di Capodarco in partenariato con la cooperativa “Ama-Aquilone”. Alle giornate formative hanno partecipato tutta l’équipe dell’associazione “L’arcobaleno” e alcuni membri dell’équipe della […]

this.image.title
dott. Fabio LugoboniCAPODARCO – Si è conclusa nei giorni scorsi la fase iniziale del progetto “Sintesi”, finanziato dalla Regione Marche e promosso dall’associazione “L’arcobaleno” della Comunità di Capodarco in partenariato con la cooperativa “Ama-Aquilone”. Alle giornate formative hanno partecipato tutta l’équipe dell’associazione “L’arcobaleno” e alcuni membri dell’équipe della cooperativa.
«La prima fase del progetto ha visto protagonista il dottor Fabio Lugoboni, direttore del reparto di Medicina delle dipendenze presso il Policlinico Giovan Battista Rossi di Verona, polo universitario della città veneta», riferisce Riccardo Sollini, responsabile dell’associazione “L’arcobaleno”. «La formazione ha visto una prima sezione dedicata all’abuso e alla dipendenza da benzodiazepine (Minias, Valium, Tavor ecc.), in particolare in correlazione con altre sostanze psicotrope “classiche” come eroina, cocaina, ecc.», sintetizza Sollini, spiegando che le giornate «sono state dedicate alla conoscenza delle sostanze da un punto di vista chimico e di interazione con il corpo, con particolare attenzione al metodo di intervento farmacologico e terapeutico».
Altro argomento trattata, quello dell’abuso di farmaci oppioidi (Oxicodone, Vicodin, Patrol ecc.), tema urgente e «allarmante – secondo Sollini –, visti i dati provenienti dagli Stati Uniti, dove si è registrata un’impennata enorme dell’abuso e della dipendenza da queste sostanze, legali e di facile accesso, in quanto prescrivibili direttamente dal medico di base». Inoltre «l’abuso di queste sostanze ha portato al riaccendersi dell’utilizzo di eroina, come conseguenza della dipendenza da questi farmaci».
In Europa il problema non è ancora esploso come negli Usa, ma «conoscere questo tipo di farmaci è fondamentale, in quanto i dati che abbiamo registrato rispetto alle percorse che sono accolte nella nostra struttura è di abuso di farmaci oppioidi senza prescrizione, così come di benzodiazepine», sottolinea Sollini.
La seconda giornata di formazione è stata dedicata all’alcool e alla cocaina. Sono state analizzate le sostanze, le conseguenze dell’abuso, i trattamenti. «Passaggio successivo è stato quello dell’interazione delle sostanze assunte insieme, i legami che si creano rispetto alla ricaduta e alla prevenzione della ricaduta». In seguito ci si è focalizzati sullo studio di casi clinici presenti nella struttura, «con approfondimento rispetto al poliabuso e al confronto sull’intervento clinico e terapeutico. Una formazione fondamentale rispetto alla specificità dell’intervento portato avanti in Comunità, con l’accoglienza di poliassuntori», commenta Sollini.

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Il progetto della cura: una ricerca continua di equilibrio

Conversiamo con Gerardo D’Angelo e Béatrice Vernon Qual era il modello di assistenza nella Comunità di Capodarco inizialmente? A Capodarco fino all’inizio degli anni ’90, l’assistenza alle persone con disabilità era garantita esclusivamente dai volontari, dagli obiettori di coscienza in servizio civile e dagli stessi disabili meno gravi. Con il passare del tempo la Regione…

Articolo

Prendersi cura non è solo curare

di Paola Todeschi* Ci sono persone che lasciano il segno. Magari le abbiamo conosciute per caso, percorrendo con loro solo un breve tratto di strada, quando la malattia ha interrotto violentemente la normalità. Le ricordo con piacere perché ho avuto a cuore le loro condizioni, provando interesse per ciò che accadeva. La consapevolezza di poter…

Articolo

Il potere dei gesti invisibili

di Elia Africani Il valore delle presenze “silenziose” nella vita di una organizzazione. Ci sono comunità che si definiscono attraverso ciò che mostrano: ruoli, decisioni, riunioni, comunicati, persone “in prima fila”. Questo è comprensibile e abbastanza ovvio; il palcoscenico è dove avviene ciò che fa notizia, è più facile da raccontare. Eppure, chiunque abbia frequentato…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.