Le patologie correlate alla tossicodipendenza, come Hiv ed epatite C, delle persone accolte in comunità terapeutiche

BOLOGNA – Le patologie correlate alla tossicodipendenza, come Hiv ed epatite C, delle persone accolte in comunità terapeutiche? Nelle Marche sono «maggiormente concentrate sulle fasce di età che vanno dai 36 ai 50 anni. Anche se le ragazze giovani risultano più esposte ad infezioni rispetto […]

this.image.title

insegna-osservatorioBOLOGNA – Le patologie correlate alla tossicodipendenza, come Hiv ed epatite C, delle persone accolte in comunità terapeutiche? Nelle Marche sono «maggiormente concentrate sulle fasce di età che vanno dai 36 ai 50 anni. Anche se le ragazze giovani risultano più esposte ad infezioni rispetto ai coetanei maschi, tuttavia il loro numero in carico ai servizi sociali risulta inferiore rispetto a quelle con un’età maggiore». Lo ha evidenziato Riccardo Sollini, responsabile della comunità “L’Arcobaleno” di Fermo, intervenendo oggi a Bologna (presso la Casa dei donatori di sangue Avis) al convegno sul tema “La salute dei tossicodipendenti”, organizzato dall’Osservatorio epidemiologico Dipendenze patologiche dell’Ausl di Bologna con l’obiettivo di fare il punto dello stato dell’arte nell’area delle tossicodipendenze. Gli interventi dei relatori erano focalizzati sugli aspetti clinici ed epidemiologici nei Sert, con particolare attenzione ai pazienti con problematiche psichiatriche o affetti da epatite C.

«La fascia di età maggiormente presente nelle comunità terapeutiche è quella tra i 36 e i 50 anni, esattamente come quella positiva alle patologie – ha notato Sollini –. Si può quindi ipotizzare che chi arriva in comunità abbia una compromissione maggiore della salute e una situazione medica compromessa».

 

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Il progetto della cura: una ricerca continua di equilibrio

Conversiamo con Gerardo D’Angelo e Béatrice Vernon Qual era il modello di assistenza nella Comunità di Capodarco inizialmente? A Capodarco fino all’inizio degli anni ’90, l’assistenza alle persone con disabilità era garantita esclusivamente dai volontari, dagli obiettori di coscienza in servizio civile e dagli stessi disabili meno gravi. Con il passare del tempo la Regione…

Articolo

Prendersi cura non è solo curare

di Paola Todeschi* Ci sono persone che lasciano il segno. Magari le abbiamo conosciute per caso, percorrendo con loro solo un breve tratto di strada, quando la malattia ha interrotto violentemente la normalità. Le ricordo con piacere perché ho avuto a cuore le loro condizioni, provando interesse per ciò che accadeva. La consapevolezza di poter…

Articolo

Il potere dei gesti invisibili

di Elia Africani Il valore delle presenze “silenziose” nella vita di una organizzazione. Ci sono comunità che si definiscono attraverso ciò che mostrano: ruoli, decisioni, riunioni, comunicati, persone “in prima fila”. Questo è comprensibile e abbastanza ovvio; il palcoscenico è dove avviene ciò che fa notizia, è più facile da raccontare. Eppure, chiunque abbia frequentato…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.