L’anello debole, 11 corti del 2015 da oggi fruibili in versione integrale

FERMO – Sono da oggi disponibili in versione integrale, sul sito del Capodarco L’altro festival, undici delle migliori opere che hanno partecipato all’edizione 2015 de L’anello debole. Tra queste anche quattro corti che si sono aggiudicati un premio: Bastione M. di Andrea Cocco, Marzia Coronati […]

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Senza titolo-1FERMO – Sono da oggi disponibili in versione integrale, sul sito del Capodarco L’altro festival, undici delle migliori opere che hanno partecipato all’edizione 2015 de L’anello debole. Tra queste anche quattro corti che si sono aggiudicati un premio: Bastione M. di Andrea Cocco, Marzia Coronati e Marco Stefanelli vincitore della sezione “Audio cortometraggi”; L’impresa di Davide Labanti, vincitore dei “Cortometraggi di Fiction”; Shame and glasses di Alessandro Riconda, vincitore dei “Cortissimi” e La sedia di cartone di Marco Zunin, premio speciale della Giuria di qualità. Le altre sono due finaliste e cinque che hanno superato la prima selezione ad opera di una commissione scelta dalla Comunità di Capodarco.
Il bando del premio L’anello debole consente agli autori di scegliere la tempistica della pubblicazione online della loro opera: subito dopo la selezione, dopo un anno o due. Si può partecipare all’edizione 2017 fino al 14 aprile, concorrendo per le sei sezioni dei cortometraggi, cortissimi e ultracorti e per i tre premi speciali dedicati ai web-doc, ai video sul volontariato e agli autori under 39. VAI AL BANDO 2017>>

Tra le nuove pubblicazioni c’è un solo audio, Bastione M. (25’), prodotto dall’agenzia radiofonica indipendente Amisnet: il più votato nell’edizione 2015 sia dalla giuria di qualità che dalla giuria popolare. Si tratta di un reportage da Melilla, città circondata da tre barriere difensive: avamposto spagnolo in Africa, che tanti migranti ogni giorno cercano di violare. Vincitore dei “corti di fiction”, L’impresa (15’ 58’’) parla invece di un’azienda in crisi e di un imprenditore che ha a cuore la vita dei suoi lavoratori e che farebbe qualsiasi cosa per salvarla. In Shame and glasses (5’), vincitore nei “Cortissimi”, un bambino deve affrontare la sua più grande paura: indossare gli occhiali. La sedia di cartone (16’), menzione speciale della giuria, è invece ambientato in un paese rurale del Kenya dove vengono costruiti degli ausili per bambini impiegando materiali poveri come il cartone riciclato.

Due sono le opere finaliste 2015 che da oggi si possono vedere integralmente: Sierra Leone, la vita al tempo di Ebola (25’) di Pietro Suber e Nicola Berti per Medici con l’Africa Cuamm, un viaggio nel paese più colpito dall’epidemia; Green soldiers (11’) di Alessandro Bernard e  Paolo Ceretto dedicato a un gruppo di volontari che puliscono le vette dell’Himalaya in Nepal dell’immondizia abbandonata dal turismo di massa.

I cinque video selezionati nel 2015 e pubblicati oggi sono due reportage e tre opere di fiction.  Animal Park (8’ 23’’) di Antonio Spanò è ambientato nel Virunga National Park nella Repubblica Democratica del Congo. Al suo interno la conservazione della natura è prioritaria, e per preservarla i guardiaparco bruciano villaggi, stuprano e uccidono. In Umudugudu! Ruanda 20 anni dopo (25’) di Giordano Cossu i parenti delle vittime del genocidio e gli assassini vivono insieme nello stesso villaggio.
In Zacharie non abita più qui (19’ 39’’) di Alberto Segre, Magdalena deve affrontare la scomparsa di un bambino che gli è stato affidato. Protagonista di Non vale quello che pesa (15’) di Antonio Amore è un anziano che vive in un quartiere popolare nella periferia sud di Roma, alle prese con la riduzione della pensione e la povertà. Infine in Ho appena fatto un sogno (7’ 26’’) di Javier Navarro lo stesso sogno, fatto da due bambine diverse mostra due punti di vista sulla realtà. Lo stesso sogno può essere bello o brutto a seconda del contesto in cui si vive.

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Redazione Capodarco

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