“Welfare umano”, al via la campagna della Comunità di Capodarco

Le parole d’ordine sono due, come le categorie di persone intorno alle quali è partita la riflessione: l’obiettivo invece è uno solo, quello di una campagna che punta a rimettere al centro dell’attenzione il modo in cui le politiche pubbliche, e in particolare i servizi […]

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Le parole d’ordine sono due, come le categorie di persone intorno alle quali è partita la riflessione: l’obiettivo invece è uno solo, quello di una campagna che punta a rimettere al centro dell’attenzione il modo in cui le politiche pubbliche, e in particolare i servizi che si occupano di anziani e di adolescenti, sono pensati e realizzati. “Welfare umano” è il tema intorno a cui ruota l’appuntamento che oggi e domani anima la Comunità di Capodarco di Fermo: due giorni di dibattito e di confronto  con l’aiuto di esperti del settore e la partecipazione del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando.

Il tema di fondo – spiega don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità – è “l’abbandono in cui rischiamo di lasciare i cittadini più fragili”, ad iniziare dagli anziani. Il modello sociale che viene loro proposto nel nostro tempo è infatti un modello che “di fatto non rispetta le persone”, con una presa in carico svolta in luoghi simili a istituti o ospedali che producono “un’assistenza alla cronicità non attenta ai tempi, ai modi e alle forme che una vera attenzione alla persona richiederebbe”. “E’ vero – spiega don Albanesi – che il principio base dovrebbe essere quello di favorire la permanenza in casa delle persone anziane, ma se questo non è possibile un welfare che abbia la caratteristica dell’umanità richiede che essi non vengano immessi in ambienti che di sanitario, di assistenziale e di cura hanno ben poco”.

La campanella d’allarme suona dunque per mettere in evidenza le grandi tendenze economiche del nostro welfare, che si orienta sempre di più verso meccanismi che favoriscono i grandi istituti, con logiche di minutaggio e di gestione degli operatori che mirano alla standardizzazione degli interventi e al contenimento dei costi: tutti meccanismi che hanno prodotto nei fatti la deriva di un abbandono reale delle persone. Alla base della campagna avviata dalla Comunità di Capodarco c’è la consapevolezza che abbiamo assistito negli anni ad una progressiva “burocratizzazione degli interventi”, che di fatto priva la persona che ha bisogno di aiuto della sua identità. Quando invece, come è noto, il bisogno di cura non si può omologare. Ecco perché c’è bisogno – è l’appello che parte dalla Comunità – di un’impostazione differente, di un welfare umano che consenta al singolo che si trova nella fase più fragile della propria esistenza di poter comunque vivere la vita, la più felice possibile.

Ma il tema di un welfare adeguato si pone anche con riferimento ad un’altra era della vita, quella dell’adolescenza. Un’età caratterizzata anch’essa da una fragilità, per quanto differente rispetto a quella degli anziani: “Tutti li giudicano ma nessuno li conosce”, dice don Vinicio. Le famiglie sono sempre meno attrezzate nella gestione di questa fase della vita, la disponibilità di spazi che offrono un senso è sempre più limitata, la scuola fa fatica e la società espelle o emargina, invocando in presenza di comportamenti problematici l’intervento della Polizia, non lo strumento più adeguato per rispondere alle esigenze che ragazzi e ragazze manifestano. Anche sul versante dei giovanissimi, è la riflessione, c’è un elemento che esclude dall’attenzione e dalla cura personale. “E’ un mondo – spiega Riccardo Sollini, direttore della Comunità di Capodarco – lasciato spesso di lato, se non per parlarne in termini giudicanti e di condanna, come se questa fase della vita fosse quasi una malattia. In una società adultocentrica lo spazio per i ragazzi rimane laterale o preimpostato, manca un luogo di gioco e di interazione orizzontale. Anche parlare di adolescenti, anche cercare contesti inclusivi e accoglienti, è welfare umano”.

L’evento si tiene oggi, venerdì 24, e domani, sabato 25, presso la Comunità di Capodarco di Fermo (via Vallescura, 47). Con Vinicio Albanesi e Riccardo Sollini si alternano oggi Livia Turco (presidente della Commissione Interventi sociali e Politiche per la non autosufficienza) e Guido Castelli (assessore Bilancio, Finanze e Ricostruzione Regione Marche). Sabato mattina con Catia Giaconi (professoressa Didattica e Pedagogia speciale – Università di Macerata) ci saranno gli interventi di Marco Bentivogli (Base Italia) e del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, mentre nel pomeriggio nello spazio dedicato ai giovani parlano il sociologo Stefano Laffi (Codici Ricerca e Intervento) e la ministra per le Politiche Giovanili, Fabiana Dadone.

 

Fonte: Redattore Sociale

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Redazione Capodarco

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