Con la crisi torna la “modalità post-bellica di coabitazione”

CAPODARCO DI FERMO – Le badanti? “Ricambi non originali, ruote di scorta, familiari di complemento” che evidenziano l’indebolimento dei legami: “Prima i rapporti familiari erano un patrimonio. Da qualche anno l’Istat sta mettendo in luce un restringimento delle reti di aiuto in famiglia, sempre più […]

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foto: Stefano Dal Pozzolo

foto: Stefano Dal Pozzolo

CAPODARCO DI FERMO – Le badanti? “Ricambi non originali, ruote di scorta, familiari di complemento” che evidenziano l’indebolimento dei legami: “Prima i rapporti familiari erano un patrimonio. Da qualche anno l’Istat sta mettendo in luce un restringimento delle reti di aiuto in famiglia, sempre più stretta intorno a un nucleo. Anzi, si è creata un’inversione: prima erano i figli a prendersi cura dei genitori, oggi sono mamma e papà pensionati che prendono in carico e mantengono ancora i figli, spesso separati e divorziati, ma anche sposati con figli”. Quindi si sta riproponendo “la modalità postbellica di coabitazione”. E sta aumentando “in modo precipitoso il numero dei figli che a 45 anni vivono ancora con i genitori, quindi famiglie che non riescono a vivere il giro di vita”. Perché se noi italiani “avevamo il tasso di risparmio più alto in Europa, oggi è avvenuto un depauperamento”. I patrimoni, infatti, sono stati dilapidati “per far fronte alla necessità dei consumi”. Lo ha evidenziato il professor Giovanni Battista Sgritta, sociologo e docente all’Università La Sapienza, che sta guidando la formazione di operatori sociali e responsabili delle Comunità di Capodarco presenti in tutta Italia, arrivati nelle Marche per due giornate di confronto e dibattito sul welfare.

Se prima della crisi “lo scenario della povertà era stabile, prevalentemente concentrato al Sud e trasmissibile fra generazioni”, ora “i tassi di povertà assoluta si sono impennati dopo trent’anni che non si muovevano. È la povertà che deriva dall’incapacità di acquistare beni di sussistenza: inchiodata al 5% delle famiglie per molto tempo, quasi interamente concentrata al Sud (8,3%), la povertà assoluta è salita all’8% in media in Italia, all’11,3% nel Mezzogiorno, al 23,6% in famiglie con capofamiglia in cerca di occupazione. Dati allucinanti: stiamo misurando il fondo del barile”. La Caritas aveva definito il fenomeno “normalizzazione dell’utenza sociale”. Cioè “non è vero che la povertà colpisce solo certe categorie, ma anche persone che hanno la laurea in tasca, che hanno un contratto a tempo indeterminato perché l’azienda chiude. A Roma e Napoli abbiamo incontrato famiglie con tanti progetti per i figli, colpite in corsa: il lavoro viene meno dall’oggi al domani e queste persone non sanno a chi rivolgersi, né tantomeno porre la richiesta del pacco viveri o del giocattolo usato. Perché il problema è pagare le bollette e il mutuo”. E i servizi? “Non sono in grado di rispondere a questo tipo di domande”. (lab)

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