Papa Bergoglio, Don Albanesi: “comincia la grande riforma della Chiesa”

Con l’elezione del card. Bergoglio a Vescovo di Roma,  si può pensare all’inizio della grande riforma della Chiesa cattolica. La sua biografia, i segnali che ha dato appena eletto non lasciano dubbi. La prima attenzione è l’aver riportato al centro dell’azione della Chiesa proprio la […]

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Con l’elezione del card. Bergoglio a Vescovo di Roma,  si può pensare all’inizio della grande riforma della Chiesa cattolica. La sua biografia, i segnali che ha dato appena eletto non lasciano dubbi.
La prima attenzione è l’aver riportato al centro dell’azione della Chiesa proprio la religiosità. L’aver pregato e fatto pregare per sé, la visita a Santa Maria Maggiore per la protezione della Madonna, dicono che il cristianesimo deve tornare ad essere prima di tutto una religione.

Il richiamo evidente – né scontato – è alla dimensione spirituale del cristianesimo. La Chiesa non è una ong, né una istituzione umana. Esiste perché portatrice di un messaggio di fede. Chi, alla vigilia dell’elezione del nuovo Papa, ha pensato a meccanismi di poteri umani è stato smentito.
La Chiesa deve poter ritrovare il senso dell’offerta del Vangelo. Una dimensione spirituale oggi necessaria sia al mondo occidentale che ad altri mondi. C’è estremo bisogno di visioni dell’anima. Il nuovo Papa se ne farà portavoce e perseguirà questa sua visione.

papa francesco

Il neoeletto papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, saluta la folla in Piazza San Pietro

L’essersi chiamato Vescovo di Roma ridimensiona lo schema centrale curiale che negli ultimi anni ha esagerato enormemente la dimensione organizzativa di una “macchina” istituzionale, a scapito di una visione più consona alla missione da svolgere. La secolarizzazione delle strutture ecclesiastiche va combattuta, a tutto vantaggio del servizio di una visione spirituale.

Il nome assunto di Francesco indica la strada della sobrietà, dell’umiltà, della misericordia: dell’amore verso tutti, a cominciare dal creato, per essere attenti ai non difesi, combattendo le storture di chi non rispetta le persone e le rende infelici.  Lui stesso ha sempre vissuto una vita sobria, senza lasciarsi coinvolgere in visioni trionfalistiche e appariscenti.

Ma non sarà un Papa “semplice”: è una persona dalla forte identità che ha maturato nelle sfide di terre lontane, caratterizzate da una grande fede, ma anche da grandi storture politiche, economiche, sociali, la visione del mondo e della Chiesa. Vorrà offrire speranza guardando a quanto la fede suggerisce: senza paure, ma anche senza ingerenze improprie molto umane e poco efficaci.

Avevamo auspicato una persona “umile di cuore, mite, desideroso di giustizia, misericordioso, puro di cuore, operatore di pace”. La preghiera è stata esaudita.
Vinicio Albanesi

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Redazione Capodarco

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