Il sogno di don Vinicio, e non solo

  FERMO – “Il diritto della Chiesa trasuda di clericalismo, maschilismo e di autoritarismo” e “ci sono contraddizioni evidenti tra la visione teologica della Chiesa come comunione e la normativa ecclesiastica vigente”. Non solo: “L’esclusione della donna dalle funzioni caratteristiche del battezzato è contro il […]

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La copertina del nuovo libro di don Vinicio Albanesi

La copertina del nuovo libro di don Vinicio Albanesi

 

FERMO – “Il diritto della Chiesa trasuda di clericalismo, maschilismo e di autoritarismo” e “ci sono contraddizioni evidenti tra la visione teologica della Chiesa come comunione e la normativa ecclesiastica vigente”. Non solo: “L’esclusione della donna dalle funzioni caratteristiche del battezzato è contro il disegno della creazione”. Sono queste alcune delle citazioni più forti tratte da Il sogno di una Chiesa diversa (edizioni Ancora), l’ultimo libro di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, presentato sabato 25 ottobre presso il Centro culturale San Rocco di Fermo.

Don Vinicio non è un sognatore. La sua missione di “prete di strada” si è sempre incarnata nella concretezza, nella capacità organizzativa e nella leadership necessarie a guidare una realtà complessa, divenuta nel tempo un riferimento nazionale nel sociale. La sua “vita parallela” da studioso di diritto canonico è solo apparentemente contraddittoria e rivela una visione della Chiesa concreta, attenta alle dinamiche della quotidianità, mai impulsiva o emozionale.

Il diritto è necessario alla vita della Chiesa, in quanto comunità umana” ma esiste “per la salvezza delle anime” non per la conservazione dell’istituzione. Don Vinicio ricorda come il Concilio, mentre rivoluzionava la visione della Chiesa, abbia fallito una propria riforma giuridica organica, conservando un assetto medievale e teocratico di “societas perfecta” in cui i laici sono di fatto e di diritto ancora dei sudditi.

La dignità del comune sacerdozio di tutti i  fedeli e la visione della Chiesa come di popolo di Dio sono incompatibili con l’accentramento da parte del clero di tutte le leve pastorali e di governo. La teologia conciliare riserva in esclusiva ai presbiteri solo la celebrazione dell’eucaristia e della penitenza, mentre tutte le altre responsabilità possono e anzi devono essere condivise con i laici. La “forma obbligatoria” di vita della Chiesa che don Vinicio propone è quella di una “sinodalità permanente” a tutti i livelli (universale, diocesano e parrocchiale) in cui la corresponsabilità dei fedeli non sia una finzione e la funzione di unità dei vescovi si eserciti nell’ascolto e nel discernimento comunitario.

Non mancano nel libro proposte forti già realizzabili, la cui attuazione immediata favorirebbe l’avvio di una riforma complessiva: l’abolizione delle Nunziature, la trasformazione del Vaticano da Stato sovrano a organizzazione internazionale  indipendente, la fine delle Curie e del Collegio Cardinalizio come burocrazie del potere assoluto di Papa e vescovi, l’abolizione dello Ior.

Nel nuovo clima del papato di Francesco, il libro ha trovato anche in alto orecchie attente. È stato l’arcivescovo di Fermo Luigi Conti a presentarlo e condividerlo per primo, sollecitando l’autore a proporre occasioni di ulteriore riflessione in diocesi. Il Centro culturale San Rocco farà la sua parte anche in vista del prossimo Sinodo sulla famiglia del 2015. (Luca Romanelli)

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