“Si è mosso il silenzioso mondo della solidarietà”: il grazie post covid della comunità La Buona Novella

“È stato un duro colpo ma abbiamo reagito e siamo ancora qui a festeggiare una vittoria collettiva”. Nella Comunità “La Buona Novella” di Fabriano oggi si può vivere il presente con maggiore serenità dopo aver passato, lo scorso autunno, dei momenti alquanto difficili legati alla pandemia. La struttura residenziale […]

this.image.title

“È stato un duro colpo ma abbiamo reagito e siamo ancora qui a festeggiare una vittoria collettiva”. Nella Comunità “La Buona Novella” di Fabriano oggi si può vivere il presente con maggiore serenità dopo aver passato, lo scorso autunno, dei momenti alquanto difficili legati alla pandemia. La struttura residenziale legata alla Comunità di Capodarco ospita persone con disabilità e ha dovuto affrontare una situazione di emergenza a causa di un cluster da Covid-19. A ottobre 2020 il primo esito di tampone positivo è stato un colpo durissimo per tutta la Comunità, da quel momento operatori e staff sanitario hanno iniziato a costruire percorsi e nuova organizzazione di struttura cercando di tranquillizzare gli ospiti. A descrivere quei momenti è un assistente sociale della realtà fabrianese: “E’ stato un botto pazzesco, un secondo terremoto dopo il primo, qualcosa da perderci sonno e appetito. In pochi giorni ci siamo ritrovati tutti i pazienti positivi, una buona parte del personale altrettanto e quindi in quarantena e i pochi negativi rimasti in servizio confusi, interdetti e preoccupati per l’evolversi di una situazione emergenziale di cui nessuno avrebbe mai immaginato la forza distruttiva e soprattutto l’esito. Abbiamo però reagito. Nessuno di noi sapeva chi avesse di fronte, ormai marziani senza nome, incappucciati e blindati da DPI terrificanti che, in ognuno di noi, hanno modificato la percezione di come si lavorasse e si soffrisse negli ospedali e nelle rianimazioni. Descrivere quel periodo con la dovuta intensità di sentimento, periodo durato due mesi prima della liberazione di tutti i tamponi negativi, è pura retorica: chi non ci è passato non può capire”.

Fabriano 1 e1608117347487

Momenti di vita della Comunità

Una notizia che è stata accolta come la fine di un incubo e che lascia spazio a dei ringraziamenti: “Prima di tutto – conclude l’assistente sociale della comunità- ai nostri meravigliosi ospiti, prigionieri delle loro camere e dei loro pensieri, privati di ogni relazione e della pur minima socialità. Alcuni seriamente malati, altri asintomatici, ma ugualmente sofferenti. A tutti gli operatori che si sono fatti in quattro per fare in modo che ognuno avesse le cure adeguate e la tranquillità necessaria ad affrontare una situazione personale impegnativa. E ancora delle nostre incredibili famiglie che ci hanno sempre sostenuto ed incoraggiato, rigorosamente in video chiamata, di tutte quelle persone che ci sono state vicine, con una telefonata o con una preghiera. Si è mosso davvero un mondo, quello silenzioso ma potente della solidarietà”.

“Queste due righe vogliono essere un sincero ringraziamento al nostro Presidente, al Direttore Sanitario, alla Protezione Civile, al Comune di Fabriano e all‘Ambito n° 10, all’Ordine dei Cavalieri di Malta, all’ASUR, Area Vasta n°2, ai sanitari dell’U.S.C.A, ai MMG, alla Croce Rossa Italiana, ai Medici che hanno messo a disposizione il loro tempo per dare una mano e lo fanno tuttora con il cuore. E poi ancora alla farmacia Monzali, ai dipendenti della ditta ELICA di Fabriano, alla Caritas Diocesana, al Distretto 209 dell’Inner Wheel Club”.

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Il progetto della cura: una ricerca continua di equilibrio

Conversiamo con Gerardo D’Angelo e Béatrice Vernon Qual era il modello di assistenza nella Comunità di Capodarco inizialmente? A Capodarco fino all’inizio degli anni ’90, l’assistenza alle persone con disabilità era garantita esclusivamente dai volontari, dagli obiettori di coscienza in servizio civile e dagli stessi disabili meno gravi. Con il passare del tempo la Regione…

Articolo

Prendersi cura non è solo curare

di Paola Todeschi* Ci sono persone che lasciano il segno. Magari le abbiamo conosciute per caso, percorrendo con loro solo un breve tratto di strada, quando la malattia ha interrotto violentemente la normalità. Le ricordo con piacere perché ho avuto a cuore le loro condizioni, provando interesse per ciò che accadeva. La consapevolezza di poter…

Articolo

Il potere dei gesti invisibili

di Elia Africani Il valore delle presenze “silenziose” nella vita di una organizzazione. Ci sono comunità che si definiscono attraverso ciò che mostrano: ruoli, decisioni, riunioni, comunicati, persone “in prima fila”. Questo è comprensibile e abbastanza ovvio; il palcoscenico è dove avviene ciò che fa notizia, è più facile da raccontare. Eppure, chiunque abbia frequentato…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.