CIAO GIGANTE BUONO. Il nostro saluto è un “Grazie Francesco”

Sabato 11 luglio 2020 ci ha lasciati Francesco Cucchi, storica presenza della Comunità di Capodarco di Fermo. Il “gigante buono”, questo era (ed è) per noi Francesco. Un uomo, di una statura immensa, misurata dal metro senza numeri della bontà. Di una umanità profonda e […]

this.image.title
Francesco2

Francesco Cucchi con i ragazzi e gli operatori del Santa Elisabetta

Sabato 11 luglio 2020 ci ha lasciati Francesco Cucchi, storica presenza della Comunità di Capodarco di Fermo. Il “gigante buono”, questo era (ed è) per noi Francesco.

Un uomo, di una statura immensa, misurata dal metro senza numeri della bontà. Di una umanità profonda e contagiosa, così preponderante, che sembrava fosse iscritta nel codice genetico (e segreto) del suo Dna. Braccia pronte all’abbraccio e sempre una parola di conforto accompagnata da un sorriso. Un’innata capacità di parlare a tutti e con tutti. Di far sentire ognuno a suo agio. Ha attraversato la malattia, rapida e crudele, con dignità, in punta di piedi, quasi a non voler disturbare, rimanendo così, come lo abbiamo conosciuto, sereno e socievole. Pieno di tenerezza.

Una figura importante per Capodarco, dopo anni di volontariato e di esperienza nei gruppi scout, aveva scelto la vita comunitaria tanto da costruirvi all’interno anche la sua famiglia. Per Capodarco ha rivestito negli anni molti ruoli: da responsabile del Santa Elisabetta di Fermo, il Centro diurno dedicato all’assistenza di persone con disabilità psico-fisica media e grave, a coordinatore di servizi e referente per il “Tirocinio- Comunità di Capodarco”. Formatore e relatore, ha da sempre fatto conoscere il “Modello Capodarco” sia in Italia che all’estero.

“Non vado a lavoro, vado dai miei ragazzi” era solito dire alla moglie Carmen Napolitano quando la mattina si metteva in auto per raggiungere il Centro diurno.

Non è possibile esprimere con le parole il dolore e la vicinanza a Carmen Napolitano e a Sara Cucchi, ma è possibile condividere la gratitudine per averlo avuto accanto in tutti questi anni. Siamo sicuri che al coro del nostro: “GRAZIE FRANCESCO”, si aggiungono le voci e il sentire comune, di quanti hanno attraversato nel tempo questa casa. Ogni stanza della Comunità risuona della tua presenza. Il bene non cessa mai, si eleva, come la tua grande anima.

Ciao Francesco…

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Il progetto della cura: una ricerca continua di equilibrio

Conversiamo con Gerardo D’Angelo e Béatrice Vernon Qual era il modello di assistenza nella Comunità di Capodarco inizialmente? A Capodarco fino all’inizio degli anni ’90, l’assistenza alle persone con disabilità era garantita esclusivamente dai volontari, dagli obiettori di coscienza in servizio civile e dagli stessi disabili meno gravi. Con il passare del tempo la Regione…

Articolo

Prendersi cura non è solo curare

di Paola Todeschi* Ci sono persone che lasciano il segno. Magari le abbiamo conosciute per caso, percorrendo con loro solo un breve tratto di strada, quando la malattia ha interrotto violentemente la normalità. Le ricordo con piacere perché ho avuto a cuore le loro condizioni, provando interesse per ciò che accadeva. La consapevolezza di poter…

Articolo

Il potere dei gesti invisibili

di Elia Africani Il valore delle presenze “silenziose” nella vita di una organizzazione. Ci sono comunità che si definiscono attraverso ciò che mostrano: ruoli, decisioni, riunioni, comunicati, persone “in prima fila”. Questo è comprensibile e abbastanza ovvio; il palcoscenico è dove avviene ciò che fa notizia, è più facile da raccontare. Eppure, chiunque abbia frequentato…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.