Appello al nuovo parlamento: prenda a cuore i temi del “sociale”

Con la campagna elettorale già iniziata è opportuno lanciare un appello accorato perché il nuovo Parlamento prenda a cuore i temi del “sociale” affinché chi è in difficoltà non rimanga all’ultimo posto. I fenomeni “nuovi” sono l’invecchiamento, la condizione degli adolescenti e dei giovani, la […]

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Con la campagna elettorale già iniziata è opportuno lanciare un appello accorato perché il nuovo Parlamento prenda a cuore i temi del “sociale” affinché chi è in difficoltà non rimanga all’ultimo posto. I fenomeni “nuovi” sono l’invecchiamento, la condizione degli adolescenti e dei giovani, la povertà, l’ambiente. L’analisi di don Albanesi presidente della Comunità di Capodarco.

La situazione rispetto alle leggi sociali del 2000 è profondamente cambiata. I fenomeni “nuovi” che coinvolgono il nostro paese sono: l’invecchiamento della popolazione, la condizione degli adolescenti e dei giovani, la povertà, l’ambiente. Ammesso e non concesso che si possano tagliare le tasse, l’attenzione va comunque posta sulle risorse eventualmente ritrovate.

L’invecchiamento della popolazione, da notizia positiva per l’allungamento delle attese di vita, pone problemi impegnativi: i due milioni di persone con assegno di accompagno dicono che le persone di età maggiore hanno problemi seri di salute e di vita. L’impegno della spesa sanitaria e sociale aumenterà vistosamente: occorre prevedere e mettere a disposizione nuovi strumenti per non lasciare persone bisognose nell’abbandono.

Le aggressioni delle baby gang che la cronaca di questi giorni ci ricorda è la manifestazione esaltata di un disagio che i ragazzi vivono: appellare alla repressione e all’ordine pubblico non garantisce che quei ragazzi (e molti altri) saranno salvati. L’adolescenza è un periodo della vita “nascosto” e non valutato.

I giovani, soprattutto del sud sono costretti ad emigrare; in Italia e all’estero. I 5 milioni di italiani residenti all’estero dicono che siamo tornati alle emigrazioni di nostri connazionali a livello del dopoguerra.

La povertà, sia assoluta che relativa, che coinvolge milioni di famiglie appare un dato scontato, quasi strutturale. La povertà va fermata, con interventi seri, complessivi, strutturali. Le forze della solidarietà, pure lodevoli, non possono colmare un problema grave.

Infine l’ambiente: si ricordano gli episodi dolorosi, come l’anniversario della tragedia di Rigopiano, di terremoti e disastri: dicono che manca una politica pluriennale e seria di tutela del territorio.

Si può obbiettare che i problemi d’Italia sono molti e complessi. L’appello augura che chi è più in difficoltà non rimanga all’ultimo posto. Ha effetti sulla scuola, sulle famiglie, sulla coesione sociale.

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Redazione Capodarco

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