In crescita gli alunni con disabilità, sono 284 mila

Si conferma l’aumento del numero di alunni con disabilità (+10 mila) che frequentano le scuole italiane (3,3% del totale degli iscritti). Lo rileva l’Istat nel rapporto “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità – Anno scolastico 2018-2019”. Scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria, garantita soltanto dal […]

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Si conferma l’aumento del numero di alunni con disabilità (+10 mila) che frequentano le scuole italiane (3,3% del totale degli iscritti). Lo rileva l’Istat nel rapporto “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità – Anno scolastico 2018-2019”.

Scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria, garantita soltanto dal 34% delle scuole, e particolarmente critica la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale (il 2% delle scuole). Soltanto nel 15% degli edifici scolastici sono stati effettuati lavori per abbattere barriere architettoniche. Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno è migliore delle previsioni di legge, ma è carente la formazione: un insegnante su tre è selezionato dalle liste curriculari.

È del 59% la percentuale degli alunni con disabilità a cui non è garantita la continuità didattica. Inoltre, il 66% degli alunni con disabilità non partecipano alle gite con pernottamento. La quota sale all’81% nelle scuole del Mezzogiorno.

Nell’anno scolastico 2018/2019 in Italia sono presenti complessivamente 55.209 scuole. Gli alunni con disabilità che le frequentano sono poco più di 284 mila, pari al 3,3% del totale degli iscritti, un contingente in costante crescita che è aumentato, negli ultimi 10 anni, di circa 91 mila unità. Tale incremento è imputabile sia a una maggiore riconoscibilità, rispetto al passato, di alcune patologie sia a un più diffuso accesso alle certificazioni.

In Italia appena il 2% delle scuole dispone di tutti gli ausili senso-percettivi destinati a favorire l’orientamento all’interno del plesso e solo il 18% delle scuole dispone di almeno un ausilio. Anche in questo caso sul territorio si delinea un chiaro gradiente Nord-Sud: la quota diminuisce progressivamente, passando dal 23% delle regioni del Nord al 14% di quelle del Mezzogiorno.

 

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