“Non sono un anarchico ma un disegnatore di vita anarchica”. L’arte di Melek

“Ciao mi presento, sono Roberto in arte Melek. Sono un disegnatore”. Si racconta così Roberto, 36enne marchigiano che da qualche anno vive all’interno della Comunità di Capodarco di Fermo. Non si considera un artista, lascia che a definirlo siano le persone interessate al suo modo […]

this.image.title

“Ciao mi presento, sono Roberto in arte Melek. Sono un disegnatore”. Si racconta così Roberto, 36enne marchigiano che da qualche anno vive all’interno della Comunità di Capodarco di Fermo. Non si considera un artista, lascia che a definirlo siano le persone interessate al suo modo di produrre opere, a quanti hanno il desiderio di avvicinarsi ai suoi disegni. Quindi al suo particolare mondo.

“Essere anarchici solo con l’arte”

IMG 20201002 WA0003 e1601635042249

Felpa con un’illustrazione firmata Melek

“Difficile inquadrare la mia arte, le mie opere sono del genere ‘future punk – anarchist concept’ – spiega -. Rappresento prevalentemente donne punk, alternative, con piercing, vestiti particolari e capelli multicromatici”. I suoi disegni sono quasi sempre arricchiti da simboli e frasi “prese da canzoni grunge, hip hop, black metal o metal”.

“Uso tecniche scarne con colori a pastello e a spirito, molte volte coniugati insieme.  Nei miei lavori troverete spesso la parola inglese ‘anarchist’ per rappresentare l’idea che ho del disegno stesso, che non deve essere monotono, ma disorganizzato caotico e multicolor. Ci tengo a precisare che non sono un anarchico, ma un disegnatore di vita anarchica. Si può essere anarchici senza nuocere agli altri. Si può essere anarchici anche solo con l’arte. Questo è quello che voglio comunicare”.

Un caos, armonico

Il suo è un caos che finisce col creare un’armonia intensa e ricorrente, le figure di donna seppur diverse una dall’altra, diventano familiari, riconoscibili. Volti che prendono vita prevalentemente su stampe di felpe e t-shirt, prodotti originali che propongono uno stile giovanile e unico.

Rendere visibile ciò che non lo è

“Sono ospite della Comunità di Capodarco di Fermo che mi ha dato questa opportunità. Dentro le mie opere c’è un pezzo della mia vita, spero vi piacciano. L’arte è da scoprire… conclude. Ah, mi piacciono anche i murales!”. Il suo sogno? Realizzarne prima o poi uno. Paul Klee diceva che “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. L’invito dunque è a scoprire e sostenere l’arte di Melek.
La si può ammirare attraverso il suo coloratissimo profilo Instagram.

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Il progetto della cura: una ricerca continua di equilibrio

Conversiamo con Gerardo D’Angelo e Béatrice Vernon Qual era il modello di assistenza nella Comunità di Capodarco inizialmente? A Capodarco fino all’inizio degli anni ’90, l’assistenza alle persone con disabilità era garantita esclusivamente dai volontari, dagli obiettori di coscienza in servizio civile e dagli stessi disabili meno gravi. Con il passare del tempo la Regione…

Articolo

Prendersi cura non è solo curare

di Paola Todeschi* Ci sono persone che lasciano il segno. Magari le abbiamo conosciute per caso, percorrendo con loro solo un breve tratto di strada, quando la malattia ha interrotto violentemente la normalità. Le ricordo con piacere perché ho avuto a cuore le loro condizioni, provando interesse per ciò che accadeva. La consapevolezza di poter…

Articolo

Il potere dei gesti invisibili

di Elia Africani Il valore delle presenze “silenziose” nella vita di una organizzazione. Ci sono comunità che si definiscono attraverso ciò che mostrano: ruoli, decisioni, riunioni, comunicati, persone “in prima fila”. Questo è comprensibile e abbastanza ovvio; il palcoscenico è dove avviene ciò che fa notizia, è più facile da raccontare. Eppure, chiunque abbia frequentato…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.