Covid. Screening di massa, Acquaroli ai marchigiani: fate il tampone

“Rivolgo un appello ai marchigiani affinché si sottopongano a questo screening perché possono essere d’aiuto a difendere se stessi e gli altri ed in particolare le persone più fragili”. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha aperto così la conferenza stampa di oggi per […]

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“Rivolgo un appello ai marchigiani affinché si sottopongano a questo screening perché possono essere d’aiuto a difendere se stessi e gli altri ed in particolare le persone più fragili”. Il presidenteregione marche e1608291330109 della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha aperto così la conferenza stampa di oggi per presentare la campagna di screening di massa che prenderà avvio domani nei cinque capoluoghi di provincia marchigiani (Pesaro, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata) oltre ad Urbino. L’operazione, che presumibilmente si concluderà tra fine gennaio ed i primi di febbraio, proseguirà poi nei Comuni più piccoli fino a coprire tutto il territorio regionale. Lo screening, gratuito e su base volontaria, si effettua attraverso il tampone antigenico rapido in grado di rilevare la presenza del virus e di dare un risultato in circa 15-30 minuti. “Isolare e tracciare il virus è la più grande arma che abbiamo per alleggerire il peso a cui sono sottoposte le strutture sanitarie ed abbassare il livello della curva epidemiologica- continua Acquaroli-. Essere negativi al test non significa essere liberi di poter fare tutto quello che ci pare ma significa solo essere negativi in quel preciso istante e dunque non è che se lunedì faccio il tampone martedì posso andare a cena con gli amici. Anticipare il virus è essenziale per abbassare una nuova ondata che comunque è inevitabile perché come le misure vanno ad allentarsi si ritorna ad una crescita dei contagi.

L’obiettivo del servizio Salute della Regione è quello di riuscire a controllare il 70% circa della popolazione. Domani si parte con un centinaio di postazioni allestite nei sei Comuni coinvolti in cui saranno impiegate tra le 800 e le 1.000 unità di personale, tra volontari e dipendenti Asur. Ad Ancona, Macerata e Ascoli Piceno si accederà mediante prenotazione, a Fermo si procederà per ordine alfabetico mentre a Pesaro la città è stata divisa per quartieri con tre aree individuate dove recarsi per effettuare il tampone rapido. “Il tampone verrà eseguito da personale sanitario dell’Asur- spiega la Dg Asur, Nadia Storti. A valutare l’esito del test saranno i medici. L’organizzazione prevede che il paziente attenderà l’esito del test rapido in macchina nell’apposito parcheggio dopodiché se negativo potrà andare altrimenti se positivo verrà sottoposto al tampone molecolare”. Per quanto riguarda le tempistiche della campagna di screening la prima fase, nei capoluoghi, si concluderà il 23 dicembre. “Ci siamo tenuti un margine di spazio dal 27 al 31 dicembre per valutare ulteriori necessità- conclude Storti-. In quei giorni definiremo il calendario per gli altri Comuni. L’obiettivo è quello di non far coincidere questa operazione con l’avvio della campagna vaccinale”. L’operazione richiederà uno sforzo importante degli uffici regionali. “L’idea di partire prima con i Comuni più grandi sta nella logica di andare nelle città dove c’è maggiore movimento e maggiore densità di popolazione- conclude la dirigente del servizio Salute della Regione, Lucia Di Furia-. Uno sforzo enorme ma molto importante”.

“Rivolgo un appello ai marchigiani affinché si sottopongano a questo screening perché possono essere d’aiuto a difendere se stessi e gli altri ed in particolare le persone più fragili”. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha aperto così la conferenza stampa di oggi per presentare la campagna di screening di massa che prenderà avvio domani nei cinque capoluoghi di provincia marchigiani (Pesaro, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata) oltre ad Urbino. L’operazione, che presumibilmente si concluderà tra fine gennaio ed i primi di febbraio, proseguirà poi nei Comuni più piccoli fino a coprire tutto il territorio regionale. Lo screening, gratuito e su base volontaria, si effettua attraverso il tampone antigenico rapido in grado di rilevare la presenza del virus e di dare un risultato in circa 15-30 minuti. “Isolare e tracciare il virus è la più grande arma che abbiamo per alleggerire il peso a cui sono sottoposte le strutture sanitarie ed abbassare il livello della curva epidemiologica- continua Acquaroli-. Essere negativi al test non significa essere liberi di poter fare tutto quello che ci pare ma significa solo essere negativi in quel preciso istante e dunque non è che se lunedì faccio il tampone martedì posso andare a cena con gli amici. Anticipare il virus è essenziale per abbassare una nuova ondata che comunque è inevitabile perché come le misure vanno ad allentarsi si ritorna ad una crescita dei contagi”. L’obiettivo del servizio Salute della Regione è quello di riuscire a controllare il 70% circa della popolazione. Domani si parte con un centinaio di postazioni allestite nei sei Comuni coinvolti in cui saranno impiegate tra le 800 e le 1.000 unità di personale, tra volontari e dipendenti Asur. Ad Ancona, Macerata e Ascoli Piceno si accederà mediante prenotazione, a Fermo si procederà per ordine alfabetico mentre a Pesaro la città è stata divisa per quartieri con tre aree individuate dove recarsi per effettuare il tampone rapido. “Il tampone verrà eseguito da personale sanitario dell’Asur- spiega la Dg Asur, Nadia Storti-. A valutare l’esito del test saranno i medici. L’organizzazione prevede che il paziente attenderà l’esito del test rapido in macchina nell’apposito parcheggio dopodiché se negativo potrà andare altrimenti se positivo verrà sottoposto al tampone molecolare”. Per quanto riguarda le tempistiche della campagna di screening la prima fase, nei capoluoghi, si concluderà il 23 dicembre. “Ci siamo tenuti un margine di spazio dal 27 al 31 dicembre per valutare ulteriori necessità- conclude Storti-. In quei giorni definiremo il calendario per gli altri Comuni. L’obiettivo è quello di non far coincidere questa operazione con l’avvio della campagna vaccinale”. L’operazione richiederà uno sforzo importante degli uffici regionali. “L’idea di partire prima con i Comuni più grandi sta nella logica di andare nelle città dove c’è maggiore movimento e maggiore densità di popolazione- conclude la dirigente del servizio Salute della Regione, Lucia Di Furia-. Uno sforzo enorme ma molto importante”.

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