Covid, sospesi 3 servizi di salute mentale su 4 in Europa

Tre servizi di igiene mentale su 4 in Europa sono stati sospesi a causa dell’emergenza sanitaria dettata dal  Covid-19. Lo evidenzia Openpolis sottolineando come già prima della pandemia, le risorse per l’assistenza mentale in Europa fossero insufficienti. “La crisi scoppiata col Covid-19 è stata particolarmente difficile per le persone […]

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Tre servizi di igiene mentale su 4 in Europa sono stati sospesi a causa dell’emergenza sanitaria dettata dal  Covid-19. Lo evidenzia Openpolis sottolineando come già prima dellasalute mentale e1611054184489 pandemia, le risorse per l’assistenza mentale in Europa fossero insufficienti. “La crisi scoppiata col Covid-19 è stata particolarmente difficile per le persone che necessitano di servizi psichiatrici e psicologici. – si legge – Durante la prima ondata dei contagi, uno o più servizi dedicati a pazienti con problemi mentali, neurologici o di abuso di sostanze stupefacenti sono rimasti paralizzati in quasi tutti i paesi monitorati dall’organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

“Il numero di appuntamenti è stato considerevolmente ridotto già da giugno”, spiega Felice Iasevoli, psichiatra dell’ospedale dell’Università Federico II di Napoli. Oltre ai tagli ai servizi di igiene mentale disponibili, è calata in modo drastico anche la richiesta di assistenza da parte delle persone con problemi psichici. In alcuni casi le terapie sono così continuate al telefono, in altri con videochiamata. Secondo i dati dell’associazione europea di psichiatria, oltre il 75% dell’assistenza psichiatrica durante la prima ondata di Covid-19 in Europa è stata fatta online, nonostante grandi differenze tra un paese e l’altro.

I “limiti” della telepsichiatria

La telepsichiatria è stata l’unica opzione per ricevere assistenza psicologica durante il lockdown, ma secondo gli osservatori “non sempre questa si rivela un’opzione valida”. Secondo uno studio del 2015 dell’Osservatorio globale dell’Oms per l’assistenza online, che ha coinvolto 125 tra gli stati membri dell’organizzazione (65% del totale),  soltanto Finlandia, Paesi Bassi e Svezia avevano all’opera dei programmi di telepsichiatria a livello nazionale. Altri paesi come Grecia e Spagna avevano lanciato programmi pilota per l’assistenza psichiatrica da remoto, mentre in Italia, Croazia e Lituania all’epoca esistevano solo iniziative sporadiche o informali. “È importante tuttavia sottolineare – si legge nel report – che l’assistenza sanitaria da remoto ha dei limiti, non è praticabile con la stessa efficacia con tutti i pazienti. Se da un lato può aiutare persone con difficoltà di mobilità o che faticano a instaurare rapporti di fiducia in presenza, dall’altro può essere difficilmente praticabile per pazienti anziani o che non hanno accesso a dispositivi come pc o tablet o a una connessione internet”.  Inoltre, “senza negare i benefici che una terapia online può portare”, gli esperti sottolineano “l’urgenza per le persone affette da patologie gravi, di un sostegno continuo. Una necessità che esiste da prima della pandemia, data la carenza di risorse che già limitava l’accesso all’assistenza mentale”.

Secondo i dati Eurostat 2018, i paesi europei con il maggior numero di psichiatri per 100mila abitanti erano Germania (27,45 per 100mila abitanti), Grecia (25,79) e Paesi Bassi (24,15); mentre Polonia (9,23), Bulgaria (10,31) e Spagna (10,93) hanno al contrario il minor numero di psichiatri in rapporto alla popolazione. In questo quadro l’Italia si trova nel mezzo, con 17,08 psichiatri ogni 100mila abitanti.

Timore per “un’ondata di problemi psichici”

Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha lanciato un allarme sull’impatto psicologico che l’emergenza in corso avrà, non solo su chi ha già patologie, ma su tutti gli individui. Uno studio sottolinea come durante le epidemie passate, come quelle di Sars, Mers e Ebola, la quarantena ha causato nelle persone che l’hanno vissuta, alti livelli di ansia e di stress. E sofferenze psichiche e preoccupazione vengono rilevate anche nella situazione attuale, in relazione alla pandemia da Covid-19. “Gli esperti di salute mentale temono un’ondata di problemi psichici”, sottolineano gli osservatori.

Prevedo disturbi da ansia in conseguenza dello stress e della tensione con cui ciascuno di noi si trova alle prese; – sottolinea Felice Iasevoli – disturbi depressivi come conseguenza del confinamento, della perdita di persone care o di difficoltà economiche; disturbi traumatici in conseguenza a situazioni sconvolgenti gravi, come essere stati ricoverati per COVID-19 o aver avuto un paziente stretto ospedalizzato”.

“Anche i professionisti in campo sanitario che lavorano in prima linea, il personale medico e infermieristico, potrebbero avere delle conseguenze psichiche tra cui burnout o disturbi da stress post-traumatico. – si evidenzia – Specialmente se non hanno ricevuto un adeguato sostegno psicologico e psichiatrico, come secondo recenti studi è successo in alcuni paesi, tra cui la Spagna”.

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