Giornata mondiale autismo: le parole della ministra per le Disabilità

“Tante cose sono state fatte e tante ne abbiamo da fare e da affrontare insieme. Non solo con il mondo associativo e gli enti del terzo settore che se ne occupano quotidianamente, ma anche come istituzioni dal punto di vista della ricerca, della diagnosi precoce […]

this.image.title

“Tante cose sono state fatte e tante ne abbiamo da fare e da affrontare insieme. Non solo con il mondo associativo e gli enti del terzo settore che se ne occupano quotidianamente, ma anche come istituzioni dal punto di vista della ricerca, della diagnosi precoce e della terapia possiamo fare di più e meglio”. Lo dice Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, in un video sul suo profilo facebook in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo.

Locatelli ricorda che la presa in carico della persona autistica deve essere fatta “nella sua interezza”, costruendo “un percorso di accompagnamento alla vita con il progetto di vita e la legge delega che vorrei trovasse un grande riscontro nelle sperimentazioni per le persone con un disturbo dello spettro autistico, soprattutto per i più giovani”. La società tutta deve essere coinvolta: “La scuola, l’inclusione lavorativa dove la valorizzazione della persona è essenziale per dimostrare che le nostre comunità sono coese, forti e non lasciano indietro nessuno”.

Infine, la ministra per le Disabilità guarda anche al mondo privato e a quello che possono fare i singoli cittadini: “Dobbiamo fare di più. Spesso persiste un’idea di assistenzialismo, il vedere gli autistici come persone che hanno bisogno solo di qualcosa, o da curare o addirittura da allontanare, discriminare. Dobbiamo fare ancora tanto per fare quel salto di qualità che ci permetta di valorizzare ogni persona con i suoi talenti e le sue competenze. Sono convinta che questo è il momento giusto e insieme lo possiamo fare”, conclude Locatelli.

Fonte: Redattore Sociale – Agenzia DIRE

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Il progetto della cura: una ricerca continua di equilibrio

Conversiamo con Gerardo D’Angelo e Béatrice Vernon Qual era il modello di assistenza nella Comunità di Capodarco inizialmente? A Capodarco fino all’inizio degli anni ’90, l’assistenza alle persone con disabilità era garantita esclusivamente dai volontari, dagli obiettori di coscienza in servizio civile e dagli stessi disabili meno gravi. Con il passare del tempo la Regione…

Articolo

Prendersi cura non è solo curare

di Paola Todeschi* Ci sono persone che lasciano il segno. Magari le abbiamo conosciute per caso, percorrendo con loro solo un breve tratto di strada, quando la malattia ha interrotto violentemente la normalità. Le ricordo con piacere perché ho avuto a cuore le loro condizioni, provando interesse per ciò che accadeva. La consapevolezza di poter…

Articolo

Il potere dei gesti invisibili

di Elia Africani Il valore delle presenze “silenziose” nella vita di una organizzazione. Ci sono comunità che si definiscono attraverso ciò che mostrano: ruoli, decisioni, riunioni, comunicati, persone “in prima fila”. Questo è comprensibile e abbastanza ovvio; il palcoscenico è dove avviene ciò che fa notizia, è più facile da raccontare. Eppure, chiunque abbia frequentato…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.