Mons. Nervo, il “ricordo intenso e tenero” di don Albanesi

Il ricordo di don Giovanni Nervo è intenso e tenero. L’avevo incontrato alla fine degli anni ‘60 a Roma, mentre stava iniziando la tessitura di quella Caritas italiana che nascerà nel 1971, per volere di Paolo VI. Teneva a tre cose. Prima di tutto l’attenzione […]

this.image.title

Il ricordo di don Giovanni Nervo è intenso e tenero. L’avevo incontrato alla fine degli anni ‘60 a Roma, mentre stava iniziando la tessitura di quella Caritas italiana che nascerà nel 1971, per volere di Paolo VI. Teneva a tre cose. Prima di tutto l’attenzione ai poveri. Un’attenzione non solo affettiva, ma anche propositiva e concreta. Non bastava invocare slogan, era necessario agire concretamente. La seconda era la gratuità: vi insisteva senza tentennamenti. L’azione caritativa, per definizione, non poteva che essere gratuita, frutto della vicinanza e della condivisione con chi stava male.

 

Mons. Giovanni Nervo

Mons. Giovanni Nervo

La terza attenzione era per un’educazione di tutta la comunità cristiana allo spirito della carità. Non dovevano essere creati organismi esclusivamente orientati all’azione caritativa, ma era l’intera comunità cristiana a farsi carico degli svantaggiati. Di carattere riservato, aveva un comportamento gentile, ma anche tenace. Per la causa non temeva nessuno. Fu difficile per lui affrontare, all’inizio, sia il mondo ecclesiale che il mondo civile e politico. Lo fece con un’umiltà, ma anche con forza. Per questo insistette perché il primo statuto della Caritas permettesse a questa nuova istituzione di parlare, agire, proporre senza dover mediare con autorità ecclesiastiche e tanto meno civile. Nei convegni pastorali italiani la presenza di Mons. Nervo fu determinante: la Chiesa italiana doveva porre l’attenzione oltre che alla liturgia e alla catechesi, anche alla carità. Uguale impegno profuse con l’autorità civile: celebre la battaglia per il servizio civile, in alternativa a quello militare.

Non andò mai fuori dalle righe: era un uomo di profonda spiritualità. Fu obbediente, senza rinunciare alle proprie idee. Accompagnò la Caritas italiana nelle azione di aiuto straordinario, a cominciare dai terremoti del Friuli e dell’Irpinia, ma soprattutto ad accompagnare le Diocesi a creare la coscienza di presenza solidale. Nel 1986 Mons. Nervo lascia la Presidenza a Mons. Pasini, ma già la Caritas era diventata di fatto un Ufficio della Conferenza episcopale italiana, perdendo la sua autonomia. Il ricordo rimane intenso e grato. Un uomo grande per intelligenza, per cuore, per fede. Vinicio Albanesi

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Il progetto della cura: una ricerca continua di equilibrio

Conversiamo con Gerardo D’Angelo e Béatrice Vernon Qual era il modello di assistenza nella Comunità di Capodarco inizialmente? A Capodarco fino all’inizio degli anni ’90, l’assistenza alle persone con disabilità era garantita esclusivamente dai volontari, dagli obiettori di coscienza in servizio civile e dagli stessi disabili meno gravi. Con il passare del tempo la Regione…

Articolo

Prendersi cura non è solo curare

di Paola Todeschi* Ci sono persone che lasciano il segno. Magari le abbiamo conosciute per caso, percorrendo con loro solo un breve tratto di strada, quando la malattia ha interrotto violentemente la normalità. Le ricordo con piacere perché ho avuto a cuore le loro condizioni, provando interesse per ciò che accadeva. La consapevolezza di poter…

Articolo

Il potere dei gesti invisibili

di Elia Africani Il valore delle presenze “silenziose” nella vita di una organizzazione. Ci sono comunità che si definiscono attraverso ciò che mostrano: ruoli, decisioni, riunioni, comunicati, persone “in prima fila”. Questo è comprensibile e abbastanza ovvio; il palcoscenico è dove avviene ciò che fa notizia, è più facile da raccontare. Eppure, chiunque abbia frequentato…

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.