Gran Premio Capodarco, torna la corsa della solidarietà

Un’unica e grande emozione, lunga 180 chilometri”. “Uno spettacolo indimenticabile”. Così gli appassionati di ciclismo definiscono la gara internazionale “Gran Premio Capodarco” per elite under 23, giunta alla 42esima edizione e partita oggi alle 13.30 dal paese marchigiano. Quarantuno le squadre e quasi 200 i […]

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Un’unica e grande emozione, lunga 180 chilometri”. “Uno spettacolo indimenticabile”. Così gli appassionati di ciclismo definiscono la gara internazionale “Gran Premio Capodarco” per elite under 23, giunta alla 42esima edizione e partita oggi alle 13.30 dal paese marchigiano. Quarantuno le squadre e quasi 200 i ciclisti in gara. Una popolarissima corsa seguita ogni anno da una folla di fan: tra le 20 e le 25 mila persone assistono all’evento, oltre alle televisioni internazionali. A Capodarco sono passati tanti nomi che hanno fatto la storia del ciclismo tra cui Fabio Casartelli, alla cui memoria è dedicata la gara.

(foto Riccardo Sollini)

(foto Riccardo Sollini)

Deceduto al Tour de France, al Gran Premio con una memorabile vittoria ha cominciato l’ascesa che lo ha portato alla conquista della medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1992. E da Capodarco è passato anche Marco Pantani. Ma il “Gran Premio Capodarco” è più di una corsa: fondamentale il ruolo svolto dalla Comunità di Capodarco, parte integrante dell’organizzazione della manifestazione. Da anni il “Gran Premio Capodarco” è noto anche come “Corsa per la Solidarietà” a favore delle persone con disabilità. Parte del ricavato sarà infatti devoluto alla comunità.

“Nonostante la crisi, che il premio per la 42esima volta si faccia, è da auspicio per il superamento delle difficoltà generali del paese, ma anche dello sport”, dichiara il presidente della comunità di Capodarco don Vinicio Albanesi. “Molte piccole squadre di ciclismo e non solo stanno chiudendo, ma è importante che soprattutto i giovani seguano attività sportive che li impegnano nella disciplina, nella fatica, nei risultati”. “Che la manifestazione avvenga all’interno della nostra comunità di Capodarco – prosegue don Albanesi – è un segno di grande comunione con tutti i giovani atleti: essi combattono, si addestrano per un risultato sportivo, noi siamo impegnati invece per il benessere della vita. Guardando i giovani ciclisti il pensiero va a quei giovani che, afflitti da malattie neurologiche, perdono ogni giorno forza e autonomia. Questo pensiero incoraggia perché tutti possano ottenere dalla vita il meglio possibile. Nessuna invidia, nessuna rivalità. Ma l’ideale di un benessere che, per quanto possibile, possa essere grande per tutti”.

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Redazione Capodarco

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