Il sogno di una città. I 6 candidati a Sindaco di Fermo si confrontano alla Comunità di Capodarco

Appuntamento domenica 24 maggio alle ore 21.15. Ecco i temi del dibattito

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© Stefano Dal Pozzolo

© Stefano Dal Pozzolo

CAPODARCO – Domenica 24 maggio, alle ore 21.15, presso la sala convegni della Comunità di Capodarco di Fermo (via Vallescura n. 47) i sei candidati alla carica di Sindaco di Fermo alle elezioni del 31 maggio saranno protagonisti di uno dei più attesi confronti pubblici di questa campagna elettorale. Paolo Calcinaro, Giambattista Catalini, Marco Mochi, Massimo Rossi, Mauro Torresi e Pasquale Zacheo saranno sollecitati dal presidente della Comunità don Vinicio Albanesi su “temi centrali” che sono sì legati allo specifico di Capodarco, ma che spaziano dalla cultura alla coesione sociale, dai giovani alla sicurezza, dai servizi alle povertà.

Un confronto a tutto campo sul “Sogno di una città”, i cui contenuti sono stati proposti in estrema sintesi da don Albanesi ai 6 candidati sindaco in una lettera inviata questa mattina e che riportiamo integralmente di seguito.

«Ogni nuova amministrazione, con i programmi di ciascun candidato e delle liste aggregate, prospetta il sogno di nuovi assetti, senza dimenticare le risorse e i risultati raggiunti. Pensando a Fermo, le domande che poniamo riguardano temi centrali che interessano, nel suo complesso, un territorio di cui la città è riferimento – al di là delle vicende della Provincia.

Il primo tema è quello dei giovani. Fermo accoglie ogni giorno migliaia di studenti che, per essere sinceri, sono stati un po’ dimenticati dalle amministrazioni. Un programma serio di accompagno negli anni migliori degli studi dei giovani riuscirebbe a riportare Fermo al centro della loro attenzione.

La città di Fermo desta meraviglia perché è una città sparsa sul territorio. È vero che ciò impegna maggiori risorse, ma indubbiamente la vita è di gran lunga migliore per i suoi abitanti. I quartieri non sono tutti equilibrati in qualità e coesione sociale: c’è necessità di un riequilibrio.

La crisi economica ha fatto emergere problemi di povertà, solitudine, aggressività: appellare alle forze dell’ordine non è più sufficiente. Occorre una politica attiva anche da parte dell’amministrazione comunale.
Fermo è città di servizi: ospedale, tribunale, carceri, diocesi, centri di assistenza. È compito anche dell’amministrazione comunale incrementare, difendere, proporre.
Fermo è città di cultura: è arrivato il momento di adeguare occasioni, eventi, linguaggi.
Fermo è anche città produttiva: forse occorre credere di più all’imprenditoria presente sul territorio, anche in mancanza di aziende di grosse dimensioni. È giunto il momento di un salto di qualità della concezione amministrativa, allontanando il rischio di un amministrare il quotidiano: necessario, ma insufficiente a realizzare il sogno» (don Vinicio Albanesi)

Con preghiera di pubblicazione e di partecipazione. Informazioni: 348 3027434

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Redazione Capodarco

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