Senza Conservanti

N.168 – TALEBANI

Anche nel nostro mondo occidentale vengono ricordati i talebani a motivo della discriminazione delle donne in un paese dalla storia conflittuale da secoli. L’Afghanistan nella sua tradizione millenaria è stato soggetto a imperi e invasioni. Nella storia recente è stato conquistato sia dalla URSS che dagli Stati Uniti, costrette ambedue le potenze ad essere respinte.……
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Anche nel nostro mondo occidentale vengono ricordati i talebani a motivo della discriminazione delle donne in un paese dalla storia conflittuale da secoli. L’Afghanistan nella sua tradizione millenaria è stato soggetto a imperi e invasioni. Nella storia recente è stato conquistato sia dalla URSS che dagli Stati Uniti, costrette ambedue le potenze ad essere respinte.

La popolazione dell’Afghanistan è per la maggior appartenente al gruppo dei Pashtun di fede sunnita, a fianco di gruppi Tagiki, Hazara, Usbeki e Turkumanni. All’invasione dell’Unione sovietica (1979) si opposero i mujahideen, gruppo composto soprattutto dai Pashtun. Fu in quell’occasione che incontrammo in Italia i primi ragazzi provenienti dall’ Afghanistan. Erano giovanissimi, fuggiti dal loro paese in guerra. Erano stati i loro genitori a spingerli a emigrare da villaggi isolati verso l’Europa. Ne accogliemmo diversi, giunti al porto di Ancona, dopo essere stati profughi in India, in Grecia, in Albania e infine, clandestinamente, in Italia.

Erano ragazzi semplici, senza pretese, obbedienti, molto riservati. Dopo la permanenza in comunità, trascorsi i diciotto anni, hanno trovato l’inserimento con il lavoro, creando piccole imprese (edilizia, giardinaggio, pastifici). Qualcuno si è sposato con ragazze italiane. Attualmente seguo al catechismo ragazzi nati da papà afgano; di fatto il loro padre non ha fede religiosa: appartiene per nascita all’islam e ha scelto che sia la madre ad educare religiosamente i figli.

Dopo l’invasione americana, terminata nell’Agosto del 2021, l’Afganistan è dominato dal gruppo dei talebani: un regime crudele, feroce, totalitario. I componenti sono stati addestrati da ragazzi in Pakistan da scuole religiose sunnite. Non hanno respiro culturale, religioso, politico.  Sono intransigenti per ogni libertà civile. Le donne sono private dei diritti fondamentali della libertà, della cultura, della vita sociale. Un clima cupo e crudele. L’appello alla religiosità non è autentico: è piuttosto una copertura per l’intransigenza politica ed economica.

Non si capisce se tale rigore dipende dalla storia, dalla cultura, dalla composizione dei gruppi del paese. Difficile dialogare per una prospettiva di tolleranza. Molti giovani stanno soffrendo dure prove con il carcere, addirittura con la vita, per esprimere libertà e giustizia.