Senza Conservanti

N.167 – TELECAMERE

Nelle settimane del grande caldo per l’estate che incombe, le persone si affollano sostanzialmente sulle montagne per cercare temperature miti e nelle spiagge dei lunghi litoranei dell’Italia in ricerca di refrigerio. Si ammassano le persone e, nelle lunghe notti estive, la vita si allunga, sorretta da feste, ritrovi, musiche, eventi. Le città rivierasche hanno da……
Senza conservanti

Nelle settimane del grande caldo per l’estate che incombe, le persone si affollano sostanzialmente sulle montagne per cercare temperature miti e nelle spiagge dei lunghi litoranei dell’Italia in ricerca di refrigerio. Si ammassano le persone e, nelle lunghe notti estive, la vita si allunga, sorretta da feste, ritrovi, musiche, eventi.

Le città rivierasche hanno da mesi approntato calendari, così che, quasi ogni giorno, sia predisposto un qualche raduno di festa e di baldoria. Nel clima di vacanza sono aumentati, purtroppo, episodi di risse, di violenze con feriti, in alcuni casi gravi. Le amministrazioni comunali appellano alle forze dell’ordine che non possono essere presenti sempre e ovunque. Da qui l’installazione di telecamere. Oramai ce ne sono ovunque: private e pubbliche. In alcuni ambienti il monitoraggio è totale per il giorno e la notte.

La riflessione che sorge è data dalla contraddizione tra libertà di muoversi e controllo di ogni movimento. Le telecamere servono a salvaguardare negozi e centri commerciali per creare ambienti sicuri e riconoscibili, comprese le piazze e le vie della città. Il mondo di libertà diventa mondo di controllo. Ovunque, anche nel privato, tramite il cellulare ti dicono dove sei e cosa fai.

Gli strumenti che, per natura, dovrebbero essere motivo di sicurezza diventano elementi di controllo. È vero che le telecamere tendono a prevenire, ma, con i loro algoritmi, diventano padroni della tua vita. In una pizzeria frequentata recentemente con amici, mi è giunto, in tempo reale, un sms con la scritta: sei nella pizzeria X, controlla quel che ti offrono, con quale prezzo. Sono rimasto interdetto: non avevo nulla da nascondere; ho pensato che tra poco arriveranno a descrivere con chi fossi a tavola.

Esiste l’euforia dell’intelligenza artificiale: in realtà si tratta di una violenta trasgressione della privacy. Non so sinceramente come se ne possa uscire. L’incremento dei movimenti offre sicurezze e contemporaneamente violazioni. Le leggi statali e locali non riescono a gestire la tecnologica. Per ora essa è la padrona della vita: con i suoi vantaggi e violenze. Il tutto generato da interessi economici, in mano a pochissime persone.