Figli del Giorno

Le scelte necessarie

La liturgia di oggi pone problemi difficili riguardanti i rapporti tra religione e politica. Le vicende storiche della Chiesa, nel tempo, hanno vissuto relazioni di persecuzione (nei primi tempi), di tolleranza (epoca di Costantino), di primato addirittura della Chiesa sulle forme dell’impero (Medioevo) di distacco (Rinascimento) e recentemente di lontananza. Senza voler rifare la storia……
Don Vinicio affacciato alla finestra

La liturgia di oggi pone problemi difficili riguardanti i rapporti tra religione e politica.

Le vicende storiche della Chiesa, nel tempo, hanno vissuto relazioni di persecuzione (nei primi tempi), di tolleranza (epoca di Costantino), di primato addirittura della Chiesa sulle forme dell’impero (Medioevo) di distacco (Rinascimento) e recentemente di lontananza.

Senza voler rifare la storia della Chiesa, i testi sacri non danno soluzioni dirette alle questioni dei rapporti.

Religione e politica

Ogni cristiano ha il duplice volto di far parte di una società con le sue leggi e una religiosità che rispetta la propria fede: vale per il cristianesimo, ma anche per l’ebraismo e l’islamismo.

I testi presentati dalla liturgia di oggi sono complicati: il profeta Isaia afferma che Ciro il grande è benedetto da Dio pur non essendo ebreo, per aver terminato l’esilio babilonese ordinato da Nabucodonosor nel 597 (avanti Cristo) fino al 538, quasi 60 anni.

Lo benedice perché finalmente il popolo ebraico potrà essere il “popolo di Dio” da lui benedetto e ritornare alla propria terra.

Il brano dell’evangelista Matteo lascia scritto, riferendosi a Gesù: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Erano stati i farisei con gli erodiani a porre la domanda «per coglierlo in fallo».

I biblisti offrono la risposta con la proibizione di offrire offerte di monete con immagini dell’imperatore.

Nel tempo la frase è stata commentata come separazione tra Stato e Chiesa, come possibile mediazione tra Stato e Chiesa (i moderni Concordati), oppure come chiara ostilità tra le due strutture.

Le scelte necessarie

Possono essere indicate alcune linee di comportamento.

  1. La separazione tra Stato e Chiesa è un dato acquisito. Ciascuna struttura ha le sue leggi e la sua gerarchia: l’esigenza è la tutela della libertà e dell’uguaglianza per ogni creatura; si chiama normalmente democrazia. Il principio cardine è espresso dalla regola «nessuno sia costretto, nessuno sia impedito». E’ un principio riferito alla libertà religiosa dal Concilio Vaticano II.
  2. Il cristiano è chiamato a comporre il bene comune: è una responsabilità giuridica, morale, di coscienza, con gli strumenti che la legge stabilisce. Possono sorgere problemi di rifiuto per gravi motivi religiosi e morali. Lo strumento utilizzato è quello dell’obiezione; un rifiuto ad agire in circostanze di coscienza.
  3. L’impegno maggiore è per la lotta a ogni forma di disuguaglianze: di censo, di istruzione, di cultura, di appartenenza religiosa.

Non sempre è facile distinguere tra gravi obiezioni e orientamenti culturali. Ultimo esempio è la proibizione della pena di morte. Non tutti i cristiani la ritengono immorale; nonostante l’intervento del Romano Pontefice.

L’attenzione maggiore va posta al benessere di tutti. San Paolo scrive ai Galati: «Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo». (Gal. 3,28).

La religiosità cristiana indica libertà, benessere, uguaglianza nei confronti di tutti: per il creato, per il mondo animale e soprattutto per l’umanità.

A ciascuno la scelta migliore per adeguarsi allo spirito evangelico.

18 Ottobre 2026 – Anno A (Giornata missionaria)
XXIX Tempo ordinario
(1ª Lett. Is 45,1.4 6 – Salmo 95 (96) – 2ª Lett. 1Ts 1,1-5b – Vangelo Mt 22,15-21)