Figli del Giorno

L’umiltà di Maria

Nello schema liturgico la festa della Madonna è esaltata nel suo splendore. Viene chiamata Regina, per la sua maternità. L’Apocalisse le assegna una funzione diversa e più ampia: «Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle». Molti……
Don Vinicio affacciato alla finestra

Nello schema liturgico la festa della Madonna è esaltata nel suo splendore. Viene chiamata Regina, per la sua maternità. L’Apocalisse le assegna una funzione diversa e più ampia: «Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle».
Molti dipinti, bassorilievi, statue sono circondate da angeli con le 12 dodici stelle e la supremazia sul serpente, segno del male.

La madre di Gesù

E’ il modo di esaltare la funzione della Madre di Gesù, genitrice del Figlio di Dio.
E’ il momento esaltante e definitivo della sua vita. Nel mistero di Maria, la Chiesa aggiungerà la sua Immacolata Concezione e la dormizione, invece che la morte. Un modo per non dimenticare la funzione della donna e della madre. La liturgia allarga la sua figura alla rappresentazione della Chiesa e del suo essere sposa. Le litanie enumerano le sue doti e le sue prerogative. Celebri quelle lauretane, con epiteti che vogliono esprimere la santità e la grandezza della Madonna.
La pietà popolare non è da meno. Sono infinite le occasioni nelle quali è ricordata e venerata: chiese, statue, quadri, miracoli la ricordano contestualizzando la sua presenza.

Il Salmo 44 prende spunto dalla sposa splendente:

«Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.

Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re».

L’umiltà di Maria

Il Vangelo di Luca, nella narrazione del racconto della vita di Gesù, ha un diverso approccio. Scende nella quotidianità della vita di Maria; racconta della visita a Santa Elisabetta e, all’interno di questa visita, compone un inno di lode e ringraziamento, citando le espressioni dai salmi 111,103, 89,107, 98 dando così spessore alla tradizione della religiosità ebraica.
Un modo per mettere insieme la funzione della Madonna di Madre e di annunciatrice di fede e di religiosità. Le due funzioni si sovrappongono, riflettendo in modo religioso l’umanità e la trascendenza della vita di Maria nella sua funzione materna. Un esempio e un dettame per comprendere l’umanità e la divinità che, in Maria, sono state eccezionali, ma che, in qualche modo sono comuni alla vita di ognuno.

La finale delle vicende della vita di Maria può essere riassunta dal brano di San Paolo:
«Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza».


15 Agosto 2026 – Anno A
Assunzione della beata Vergine Maria
(1ª Lett. Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab – Salmo 44 (45) – 2ª Lett. 1Cor 15,20-27a – Vangelo Lc 1,39-56 )