Figli del Giorno

“L’avevano riconosciuto nello spezzare il pane”

La liturgia continua con l’evento della risurrezione del Signore. Gli atti degli Apostoli, tramite l’apostolo Pietro, concludono la proclamazione con parole esplicite: «Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal […]

Don Vinicio affacciato alla finestra

La liturgia continua con l’evento della risurrezione del Signore. Gli atti degli Apostoli, tramite l’apostolo Pietro, concludono la proclamazione con parole esplicite: «Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

La missione affidata

Il Cristo risuscitato è l’evento che ha cambiato il clima degli apostoli, non soltanto in termini affettivi, ma con la coscienza di dover continuare la missione affidata dal Maestro. Questo evento è misterioso: gli scritti del nuovo testamento, soprattutto San Paolo, accentuano la differenza delle prospettive, con una nuova energia che indica, con fervore e senza dubbi, la missione di evangelizzare. Sono terminati i dubbi di Tommaso e l’incespicare dei discepoli di Emmaus. Non è esplicito che cosa sia avvenuto: di fatto un nuovo vigore impegna tutti i discepoli e le primitive cristiane dei battezzati. I dati scritturistici dicono che il sepolcro era vuoto: si moltiplicano le apparizioni del risorto, anche se non esistono dati fisici della risurrezione.

Nessuno si è azzardato a voler capire che cosa sia effettivamente successo: sicuramente dopo la morte di Cristo e la sua risurrezione un intenso vigore accompagna quanti lo hanno conosciuto. Si può dire che, dopo la morte del Signore, la coscienza della grandezza del Nazareno è stata finalmente compresa. Quanto ha detto, quanto ha fatto ha reso chiara la grandezza di Gesù. I discepoli hanno compreso che le vicende vissute non erano la semplice continuazione della religiosità ebraica, ma si intravvedeva qualcosa di assolutamente nuovo e splendente.

Nella narrazione dei Vangeli e degli scritti cristiani l’impressione è di un racconto importante, ma non rivoluzionario. Dopo la morte di Cristo, le visioni raccontate possono essere considerate come le riflessioni di una dottrina eterna, frutto di Dio e della sua infinità. L’umiltà, il perdono, la misericordia, la tolleranza, la centralità di Dio hanno permesso di capire che Cristo era eterno: non poteva scomparire come una qualsiasi creatura. Il suo messaggio era infinito, eterno, proveniente da Dio. Si possono avere dubbi sul come questa trasformazione sia stata riferita dagli Apostoli: finalmente essi hanno compreso la grandezza della religiosità nuova.

San Pietro, nella sua Lettera, è esplicito:

«Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio. La fede è oramai un dato sicuro. Gi Apostoli incominceranno la loro missione, senza paura, affrontando il martirio in nome di Gesù.

«L’avevano riconosciuto nello spezzare il pane»

L’episodio dei discepoli di Emmaus è caratteristico della trasformazione della coscienza di chi fosse il Nazareno. I discepoli debbono ricordare la scena della cena per comprendere chi fosse il Nazareno. «Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane».

Un ulteriore segno della coscienza della validità, oltre il tempo, della vita di Gesù. Tramite la cena si interiorizzano i momenti cruciali della perennità del Signore. La risurrezione è la certezza della perennità di Dio che Cristo ha rivelato con la sua immortalità.


19 Aprile 2026 – Anno A
III Domenica di Pasqua
(1ª Lett. At 2,14.22-33 – Salmo15 (16) – 2ª Lett. 1Pt 1,17-21 – Vangelo Lc 24,13-35)