Le forme più significative di “urbanità” si sono espresse, all’interno della città, attraverso i principi di libertà e di appartenenza. In assenza di queste condizioni il rapporto uomo territorio diventa sinonimo di degrado e di impoverimento.
L’area metropolitana ha rappresentato a lungo il momento più pregnante di questi contenuti; ed attraverso la razionalizzazione dei servizi, la crescita delle tecnologie e delle opportunità ha fatto si che l’uomo si sentisse partecipe di forme sempre più raffinate di libertà e di appartenenza. Ma oggi l’area metropolitana è in crisi; ed i suoi caratteri di dominanza e di centralità non riescono più a motivare e ad esaltare la storia dell’uomo al suo interno.
In particolare sembrano essere venute meno le sue capacità di orientare e dare ordine alle componenti della complessità. Quello che era complessità diventa allora disordine e l’uomo è sospinto a cercare altrove nuovi ambiti nei quali rifondare nuove condizioni di libertà e di appartenenza.
Riaffiorano le dimensioni di una socialità diffusa sul territorio e nel locale; e la comunità e la specificità dei contesti si ripropongono come nuove ipotesi di vita. Ed è qui che l’uomo crede di riscoprire una complessità vera e forme nuove e più moderne di residenza e di lavoro.
La comunità come luogo dove ritrovare quei percorsi di senso che nella città indifferenziata sono andati un poco alla volta perduti. Questi i presupposti e le ipotesi dalle quali, oggi, politici, pianificatori e ricercatori non possono prescindere nell’operare nuove scelte di razionalità e di efficienza.
Dettagli Libro
Autore
Paolo Guidicini (a cura di)
- SottotitoloPercorsi di senso in una società post-metropolitana
- EditoreFranco Angeli
- CollanaSociologia urbana e rurale
- Edizione1ª edizione
- Anno1985
- Pagine404
- ISBN8820452200
- Linguaitaliano
- Copie1



