È un numero centrale e celebrativo, dedicato ai 60 anni di Capodarco. Filo conduttore, la parola “CREARE”. Non intesa solo come fare, produrre, costruire, ma come gesto più profondo: creare come diritto a vivere, creare come fiducia, creare come fare comunità.
Questo numero si apre con un richiamo al diritto all’esistenza oltre la cura. Perché curare non basta, se non si riconosce prima il diritto di ogni persona ad esserci, a esprimere pienamente la propria vita. A seguire, una riflessione necessaria: il bisogno non è un business, è prima di tutto relazione, incontro umano, non mercato.
Ci siamo chiesti: cosa tiene davvero in piedi la cura, ogni giorno? È la fiducia invisibile tra chi assiste e chi è assistito. Quel fulcro, alla base di ogni assistenza, che non si vede ma senza il quale nulla regge.
Al centro di queste pagine, lo “Speciale Sessantesimo“:
- Un approfondimento corale, un racconto a più voci del convegno per i 60 anni. Le parole del Card. Matteo Zuppi sul senso della cura, di Chiara Storchi sulla robotica al servizio della quotidianità, di Pierluigi Stefanini sulla convergenza tra Capodarco e l’Agenda 2030.
- Un ricordo doveroso e affettuoso dedicato a Marisa Galli, co-fondatrice con don Franco Monterubbianesi della Comunità di Capodarco, senza i quali, nulla di tutto questo sarebbe esistito.
- Una piccola galleria fotografica.
I 60 anni non sono un traguardo, sono un nuovo inizio. In questo senso, la parola “Creare” diventa sempre più un verbo generativo. Un atto per pensare nuovi percorsi futuri.
L’editoriale di don Vinicio Albanesi – Creare: diritto a vivere
La parola creare è impegnativa. Se la si intende come creazione dal nulla, solo le religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo, islamismo) ne danno una spiegazione, attribuendo a Dio la possibilità di inventare qualcosa o qualcuno dal nulla. Nella cultura quotidiana la creatività umana offre grandi risultati: dalla salute al benessere, dalla scienza alla cultura, dall’ambiente all’arte.
La storia racconta che il genere umano nei secoli ha progredito allungando la vita, riducendo la fatica, guarendo le malattie, creando condizioni di vita migliori per la casa, per gli alimenti, per l’ambiente. In termini di conoscenze e comunicazione, è degli ultimi tempi la scoperta di strumenti e meccanismi che permettono conoscenze rapide e universali. I popoli dell’occidente godono dei miglioramenti ottenuti nel tempo, anche se i popoli poveri lottano per la semplice sopravvivenza.
Nelle società progredite le disuguaglianze di salute, istruzione e comunicazione non sono scomparse. In termini giuridici è stato dichiarato che ad ogni creatura umana e animale si deve rispetto, parità, aiuto necessario a chi è in difficoltà. È un sogno ed un obiettivo che non può fermarsi, pena la regressione alla preistoria. La sfida più alta riguarda chi versa in gravi difficoltà di salute, istruzione e povertà.




