Un paese, un Ente, una Casa Alloggio, un gruppo di educatori e molto dolore: il dolore di chi dalla vita è stato segnato ed è alla ricerca di una sopportabilità minima dell’esistenza, e il dolore di chi tale ricerca deve incoraggiare. Le figure si muovono, in questo proscenio tragico, con estrema naturalezza.
È la naturalezza di chi ha perso, più o meno irrimediabilmente, la padronanza del proprio destino individuale e si è allontanato dalla “normalità”; ed è anche la naturalezza del narratore partecipe che, nella vicenda, non è solo osservatore, ma “attor tragico”. Gli eventi descritti dall’Autore, sono sospesi tra realtà e finzione.
La realtà è spesso così reale da sembrar finta. E la finzione non raramente sembra appartenere allo stesso mondo, germogliare da una comune radice.
L’alone di tragica sofferenza che avvolge questo mondo incomunicante potrebbe così stemperare casi concreti e dolori singolari. Ma proprio a questo si oppone l’Autore.
E, resa l’atmosfera di un’orchestra impazzita mai sintonizzata, intende restituire ad ognuno il colore del “suo” timbro, il tratteggio essenziale del “suo” volto.
Dettagli Libro
Autore
Franco Dragone
- EditoreEdizioni Anicia
- CollanaMiscellanea
- Edizione1ª
- Anno1992
- Pagine127
- Linguaitaliano
- Prefazione/
- IntroduzioneEdda Ducci
- Copie1

MILLE GIORNI CON LA FOLLIA
Copertina mancante.




