MI HANNO PRESO A SCUOLA

    Nell’handicappato c’è un bambino e uno scolaro: sono in tre?

    Un bambino handicappato che può dire “mi hanno preso a scuola”, dovrebbe poter capire le ragioni di quell’accoglienza. Il libro spiega alcune ragioni – ritenute dagli autori fondamentali – che riguardano l’“organizzazione scolastica” e la necessità che la scuola completi i suoi compiti dotandosi di competenze e qualità che quel bambino richiede.

    Sono dunque le “ragioni strutturali e concettuali”, per capire le esigenze e le difficoltà, entrambe presenti nella scuola odierna, a fare in modo che non si annullino reciprocamente. Quel bambino “accolto”, porta domande di qualità, esige risposte che devono trovare un quadro concettuale e degli strumenti operativi.

    È una capacità progettuale, in sostanza, che quel bambino richiede. Esige buona volontà e professionalità.

    Non dice di no alle “tecnologie”, ma vuole che siano “integrate” nel progetto della scuola e nella quotidianità. Per questo, nel libro la parte più consistente riguarda proprio le proposte di uso integrato di materiali e tecnologie.

    In definitiva, le buone ragioni per cui quel bambino è accolto nella scuola saranno le possibilità che lui stesso comprenda la strada scolastica che compie: comprenda il percorso che ha fatto, quello che sta facendo e quali prospettive ha davanti. L’Hanno preso a scuola perché concretamente partecipi alla realizzazione di una migliore qualità della scuola.

    Dettagli Libro

    • Autore

      Maria Angiolini, Andrea Canevaro, Franco Frabboni

    • SottotitoloNell’handicappato c’è un bambino e uno scolaro: sono in tre?
    • EditoreFranco Angeli
    • CollanaLa scuola SE
    • Edizione1ª edizione
    • Anno1985
    • Pagine226
    • Linguaitaliano
    • Copie1

    MI HANNO PRESO A SCUOLA

    Copertina mancante.