Il mutamento della scena principale della psichiatria in Italia (dal manicomio al servizio territoriale) consente oggi l’incontro problematico tra l’ordine della salute mentale e il disordine della psicosi. Negli scritti pubblicati nel volume, psichiatri e filosofi provano a tratteggiare i confini di una psichiatria che appare sempre più urgentemente sospinta a riflettere sulla propria originaria complessità.
Se per Piro la prassi terapeutica alternativa non potrà non essere politropica e connessionale, capace di considerare la complessità degli eventi del campo, di superare operazionalmente le frammentazioni del conoscere e di inventare nuovi metodi di lavoro, secondo Borgna nella cura della psicosi è necessario sostare sui diversi modi espressivi dell’esperienza corporea, esperienza che corre come goethiano filo rosso lungo i sentieri della complessità umana. D’altra parte Valent, ridisegnando la piega ermeneutica del “semplice”, riproposto come primo e fondamentale mito della ragione mostra come il semplice resista alla complessità del dire perché il dare ha comunque l’andamento del semplice.
Le regole del narrare, sostiene Madera, si svincolano – nel mondo del folle e dell’artista, un mondo “diventato favola” – da ogni semplificazione del senso: ne nasce una condivisa geografia percorsa dal gioco autoriflessivo delle regole.
Dettagli Libro
Autore
Sergio Piro, Romano Madera, Eugenio Borgna, Italo Valent – a cura di Graziano Valent
- EditoreMètis Editrice
- CollanaSoteria
- Edizione1ª
- Anno1991
- Pagine129
- ISBN8872150191
- Linguaitaliano
- PrefazioneVieri Marzi, Graziano Valent
- Copie1

LINGUAGGI DELLA PSICOSI, LINGUAGGI DELLA COMPLESSITÀ
Copertina mancante.

