Le città divise sono un fenomeno molto diffuso ma inspiegabilmente poco trattato, a volte “risolto” solo come un problema di contrapposizione etnica. Eppure è la città stessa come “organizzazione sociale complessa” che viene messa in crisi dai conflitti e dai confini: la città divisa è la negazione della città come luogo della pluralità e della diversità, è lo spazio pubblico che si fa confine invece che luogo di incontro, è la comunità che si fa luogo di chiusura invece che di sviluppo.
Le tragedie succedutesi a Sarajevo come a Mostar, ma anche, in epoche diverse, a Belfast, Berlino, Beirut e Gerusalemme, hanno dimostrato la fragilità e la vulnerabilità delle città e delle società urbane. Questo libro offre uno sguardo multidisciplinare, dando una pluralità di voci all’analisi dei fenomeni e dell’esperienza vissuta in alcune città, in particolare nei Balcani, presentando anche progetti e proposte per dimostrare che il rilancio delle città e della cittadinanza dipende di primo luogo dalla ricostruzione del dialogo, e dalle politiche attuate a livello locale e regionale.
In questo ambito la stessa Europa si mette alla prova, dal momento che lavorare sulle città divise significa infatti lavorare sull’incontro di popoli, religioni e culture diverse.
Dettagli Libro
Autore
Gian Matteo Apuzzo (a cura di)
- SottotitoloI balcani e la cittadinanza tra nazionalismo e cosmopolitismo
- EditoreInfinito edizioni
- CollanaOrienti/1
- Edizione1ª
- Anno2005
- Pagine128
- ISBN888960204
- Linguaitaliano
- IntroduzioneFrancesco Russo
- Copie1

LE CITTÀ DIVISE
Copertina mancante.




