GLI ITALIANI E IL CIBO
Appetiti, digiuni e rinunce dalla realtà contadina alla società del benessere
Il libro non tratta di curiose ricette, né fornisce suggerimenti gastronomici. Attraverso un secolo di storia italiana, insegue invece le tracce dei digiuni e degli appetiti insoddisfatti, dei guasti patologici, delle culture e dei riti legati al cibo.
Dalla “frugualità” e dalla “sobrietà” delle polente, fino all’esubero calorico e proteico degli ultimi decenni, quando, in concomitanza con il “miracolo economico”, si è potuto mangiare di più e meglio e l’abbuffata, che generazioni di italiani avevano sognato e accarezzato, poteva dirsi a portata di mano. Eppure i nuovi ritmi di vita e di lavoro hanno fatto sì che si continuasse a mangiare in maniera precaria, nelle mense, nei fast-food e nelle tavole calde, o addirittura a saltare i pasti.
Anche se non si trattava più di una questione di mancanza ma di abbondanza, si riproponevano le regole della rinuncia e dei condizionamenti, tanto che l’appagamento del mangiare con gusto e piacere forse non è durato neppure il tempo di una generazione. Al desiderio del cibo che non si aveva, è infatti subentrata l’ansia di averne troppo e di non potere soddisfare gli appetiti in nome della “leggerezza” culinaria e della sbrigatività gastronomica, degli effetti dietetici e delle conseguenze sanitarie.
Dettagli Libro
Autore
Paolo Sorcinelli
- SottotitoloAppetiti, digiuni e rinunce dalla realtà contadina alla società del benessere
- EditoreEditrice Clueb
- CollanaBiblioteca di storia sociale
- Edizione1ª
- Anno1992
- Pagine205
- Linguaitaliano
- Prefazione/
- Introduzione/
- Copie1

GLI ITALIANI E IL CIBO
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