Nell’ambito degli studi sulle origini storiche delle istituzioni penitenziarie, il testo indaga, attraverso due saggi di Dario Melossi e Massimo Pavarini, i rapporti tra carcere e lavoro in Europa e in Italia tra il 1500 e la prima metà dell’800 e alle esperienze penitenziarie degli Stati Uniti d’America nella prima metà del XIX secolo. La tesi di fondo è che l’istituzione carceraria non fa che proporre o esasperare modelli di organizzazione sociale e economici che si vogliono imporre o che già sono presenti nella società.
Il carcere è l’emblema del modello di organizzazione del potere stesso. Infatti le origini dell’internamento coatto in Inghilterra nella seconda metà del ‘500 per raccogliere oziosi, vagabondi, ladri e sottoporli al lavoro obbligatorio e ad una rigida disciplina rappresenta una necessità di fronteggiare con strumenti repressivi le grandi masse di ex lavoratori agricoli e di sbandati che, a causa della crisi del sistema medioevale, si riversavano nelle città non potendo essere assorbite dalla nascente manifattura con la stessa rapidità con cui si realizza l’abbandono delle campagne.
Dettagli Libro
Autore
Dario Melossi, Massimo Pavarini
- SottotitoloAlle origini del sistema penitenziario (XVI-XIX secolo)
- Editoreil Mulino
- CollanaQuaderni della rivista la questione criminale/1
- Edizione3ª edizione
- Anno1982
- Pagine263
- Linguaitaliano
- PrefazioneGuido Neppi Modona
- Copie1

CARCERE E FABBRICA
Copertina mancante.

