Vent’anni dopo l’inizio della globalizzazione e l’affermazione delle cosiddette tigri asiatiche, dopo la bolla internet, l’avvio della convergenza all’Europa monetaria, le prime preoccupazioni per l’invecchiamento della popolazione e per lo scontro tra le civiltà, il mondo sta lottando con le convulsioni di ciascuno di questi trend di lungo periodo. Per quanto riguarda i nuovi sviluppi dell’economia mondiale, ci si domanda non solo se la globalizzazione abbia perso la spinta iniziale, ma se non si prospettino arretramenti verso maggiori integrazioni regionali anziché mondiali.

Il progresso tecnico al momento sembra avere prodotto un eccesso di offerta globale, amplificato dall’abbondanza di offerta di lavoro nel mondo emergente, mentre nei paesi avanzati l’invecchiamento della popolazione tende a provocare la stagnazione della domanda e la deflazione o la bassa inflazione non aiutano a sostenere la domanda aggregata. Infine, le migrazioni, la crisi finanziaria e quella dei debiti sovrani sono stati dei veri e propri stress test della concordia interna dell’Europa, che ha sinora reagito con la frammentazione dei mercati e dei comportamenti politici.

Il progetto europeo è ora di fronte a tre possibilità: una morte lenta, un collasso improvviso o, invece, la volontà di gettare le fondamenta per un nuovo piano di lavoro. Saggi di: Carlo Bastasin, Jean Pisani-Ferry, Romano Prodi e Alberto Giovannini – Francesco Caio, Riccardo Donadon e Angelo Tantazzi – Uwe Cantner – Jeffrey Frankel – Mario Draghi -Paolo Onofri – Paul Tucker – Ignazio Visco.