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title: "N.144 – LE VICINE GUERRE"
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modified: "2026-07-29T16:54:14+02:00"
language: "it-IT"
author: "Comunità di Capodarco"
publisher: "Comunità di Capodarco"
excerpt: "Sabato 28 Marzo abbiamo saputo che era iniziata la guerra contro l’Iran da parte di Israele-USA. Le prime immagini mostravano scoppi e incendi in Iran; dopo qualche giorno la guerra è deflagrata nel sud del Libano e nei paesi Arabi confinanti. Più tardi è stata […]"
categoria-rubrica: ["Senza Conservanti"]
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# N.144 – LE VICINE GUERRE

Sabato 28 Marzo abbiamo saputo che era iniziata la guerra contro l’Iran da parte di Israele-USA. Le prime immagini mostravano scoppi e incendi in Iran; dopo qualche giorno la guerra è deflagrata nel sud del Libano e nei paesi Arabi confinanti. Più tardi è stata comunicata la morte di Khamenei e di molti personaggi di alto rango. L’impressione, anche se derivante da immagini, è stata di sconcerto. Senza autorizzazione dell’ONU, Israele e gli Stati Uniti hanno dichiarato che la guerra era stata decisa per la sicurezza internazionale e dei rispettivi territori. Nel frattempo la guerra in Ucraina continua, con molti morti e interi paesi rasi al suolo. Si sono accesi dibattiti nel nostro paese, nell’Unione europea e nel mondo.

Difficile per chi legge e ascolta le notizie drammatiche, dare giudizi sulla giustezza della guerra. Colpisce lo sconforto: che cosa possono fare i comuni cittadini che sono semplici spettatori? Il Papa e la Santa Sede invocano la pace; sono state proposte preghiere per la pacificazione tra i popoli. Sicuramente la preghiera aiuta; Dio non può intervenire su vicende che hanno origine dalle volontà umane. La domanda centrale rimane: che cosa è possibile fare perché le guerre non si scatenino? Un barlume di risposta deriva dalle preoccupazioni sorte anche a distanza a causa delle guerre: aumento dei prezzi, impossibilità di libero scambio e di movimento, fino a impedire il rientro nel proprio paese, per la chiusura dei porti e degli aeroporti. Preoccupazioni giuste che nascondono tutele per la propria incolumità e libertà.

In un clima di guerre economiche, frammiste al ricorso della religione quale elemento di giustificazione, la riflessione si allarga per concludere che l’unità tra ricchezza e potere, crea disuguaglianza, anche al prezzo di morti e di devastazione. La novità del nostro secolo dimostra che la terra è interconnessa nelle risorse, nelle comunicazioni, nei domini. Ognuno è chiamato a tutelare se stesso, a prescindere da leggi ed etica. La novità è dunque nel rifiuto di regole e di limiti nella tutela dei diritti. Le giustificazioni sono inventate, narrate e imposte da visioni e poteri che rispondono solo a se stessi.
