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modified: "2026-07-29T16:53:18+02:00"
language: "it-IT"
author: "Comunità di Capodarco"
publisher: "Comunità di Capodarco"
excerpt: "Nelle relazioni pubbliche e private sembra sia prevalso un andamento che può essere sintetizzato in “vero, quasi vero, falso”. Si afferma una notizia, dopo di che la si mette in dubbio, fino a smentirla. In politica è oramai prassi consolidata. Si annuncia un provvedimento come […]"
categoria-rubrica: ["Senza Conservanti"]
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# N.139 – VERO, QUASI VERO, FALSO

Nelle relazioni pubbliche e private sembra sia prevalso un andamento che può essere sintetizzato in “vero, quasi vero, falso”. Si afferma una notizia, dopo di che la si mette in dubbio, fino a smentirla. In politica è oramai prassi consolidata. Si annuncia un provvedimento come sicuro, dopo di che si mette in discussione, alla fine risulta falso.

Gli esempi in politica interna recenti sono molti: il ponte sullo stretto di Messina, il Presidente della Consob, il decreto sicurezza; così per l’istruzione e la sanità. Anche in politica internazionale i rappresentanti istituzionali sono maestri nell’annunciare, nel rivedere, nell’annullare. La storia dei dazi è ridicola oltre che ingiusta, anche se gli allarmi producono incertezze e danni.

Gli effetti peggiori si sono allargati alle relazioni personali: in famiglia, tra amici, nelle relazioni della vita civile. La domanda è perché sia prevalsa questa prassi. Parte della responsabilità è da attribuire alla velocità delle comunicazioni: un annuncio, una parola, una battuta è immediatamente comunicata e diffusa in rete. Da lì una serie di reazioni spesso poggiate sul nulla, perché la notizia è rivisitata, giustificata, spesso non attuata, senza il timore di giudizi di sfiducia e inadeguatezza.

Un secondo grave motivo è l’incoscienza con la quale si affermano fatti e impegni. Un modo di fare che non offre certezze e serietà. Non perché sia programmato, ma frutto di inconsistenza. Non così agisce la Santa Sede: una delle poche organizzazioni che rimane prudente e sicura; peccato che la lentezza a volte ritarda le prese di posizione.

Un terzo motivo è l’inconsistenza del futuro nella società a benessere avanzato. Sembra non esistano obiettivi e sogni capaci di orientare risorse e speranze. Il rischio è rimanere prigionieri del presente, inseguendo piaceri e soddisfazioni di scarsa rilevanza: il cibo, i viaggi, gli indumenti, i piaceri, gli acquisti, rimanendo nel poco del presente, rimanendo poi incapaci di affrontare disgrazie e dolori. Emerge il rifiuto della caducità umana: ignorandola semplicemente, delusi perché esiste.
