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title: "L’intensità della religiosità"
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author: "Comunità di Capodarco"
publisher: "Comunità di Capodarco"
excerpt: "Sono due gli insegnamenti di questo Vangelo. Il primo fa emergere la difficoltà del seguire le indicazioni del Maestro, il secondo la gioia che la scelta evangelica accolta dona all’anima. Un fuoco ardente Con parole molto umane il profeta Geremia racconta l’accettazione della missione che Dio gli aveva affidata. Usa espressioni di passione: parla di […]"
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# L’intensità della religiosità

Sono due gli insegnamenti di questo Vangelo. Il primo fa emergere la difficoltà del seguire le indicazioni del Maestro, il secondo la gioia che la scelta evangelica accolta dona all’anima.

### **Un fuoco ardente**

Con parole molto umane il profeta Geremia racconta l’accettazione della missione che Dio gli aveva affidata. Usa espressioni di passione: parla di seduzione, quasi si trattasse di un’emozione del cuore. Eppure, il compito che doveva svolgere non prevedeva gloria; la sua vita era soggetta a disprezzo e umiliazione:

“Così la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno. Mi dicevo: Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!».

Sono parole che solo un grande mistico può esprimere. Non sono frequenti espressioni simili; più ordinario parlare di impegno, di volontà redentrice, di impegno per il bene dell’anima. Soltanto poche persone sentono e vivono l’intensità della religiosità. Una fede che prevede una totale dedizione, non per dovere, ma per la bellezza della scoperta di Dio. Un sentimento che non è frequente, anche se in alcuni momenti di fede si sperimenta l’estasi della beatitudine. Un grande amore degli innamorati, tra coniugi, per i figli può somigliare a qualcosa del genere. Non si tratta esclusivamente di spiritualità, ma di partecipazione totale del bene scoperto. Simile passione può esprimersi per lo sport, per un mestiere, per un’amicizia, per qualcuno o qualcosa che prende l’anima e fa sperimentare sensazioni profonde e durature.

Il salmo rende l’idea:

«O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua».

E ancora:

«Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene».

### **Chi vuol salvare la propria vita**

L’esperienza, frutto dell’enfasi e della gioia, non è gratuita. Richiede dedizione, costanza, superamento delle difficoltà e del silenzio.

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà».

Non è, come a volte si ricorda, di seguire il dovere dei precetti, della penitenza, del sacrificio, ma conoscere e superare gli alti e bassi dell’incontro con Dio. Madre Teresa di Calcutta, nelle sue memorie, parla di silenzio, di solitudine di abbandono. Il cuore umano non vive la continuità dell’estasi, ma è sottoposto ai tempi e alla condizione della sua fisicità.

**30 Agosto 2026 – Anno A****XXII Domenica del tempo ordinario****(1ª Lett. – Salmo 62 (63) – 2 ªLett. Rm 12,1-2 – Vangelo** **Mt 16,21-27)**
