“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N. 162 – RIDICOLI

In questi giorni è emersa la questione dell’Associazione S. Pio X, il gruppo di cattolici conservatori fondata dal mons. Lefebvre, che ha poi ordinato altri vescovi, preti, seminari e missioni. Essendo stati ordinati recentemente quattro vescovi senza l’autorizzazione della S. Sede è scattata la scomunica “automatica” (latae sententiae). L’appiglio è alla liturgia che i lefebvriani vorrebbero rimanesse la stessa del messale di Pio V del 1570, con paramenti tradizionali e in lingua latina, nonostante gli atteggiamenti di dialogo delle autorità vaticane.

La discussione vera è se si tratti di un movimento scismatico o eretico: La differenza è alta: scismatica è quella organizzazione che non ottempera alle leggi ecclesiastiche; eretica se non accetta la “dottrina” cattolica. La discussione prosegue da lunghi anni. Nel frattempo l’Associazione S. Pio X è progredita per raggiungere (dicono) 600 mila fedeli. I diversi Papi hanno dialogato per scongiurare la rottura, ma inutilmente.

In realtà al di là delle discussioni, il problema vero è che mons. Lefebvre non ha accolto i contenuti del Concilio Vaticano II, pur avendo sottoscritto i testi promulgati. Ha dichiarato che la Chiesa stava diventando neo-modernista e neo-protestante. Ritornare a forme antiche è ridicolo. Nei secoli la liturgia è stata aggiornata secondo i popoli e le culture. Ciò che impressiona negativamente è la pretesa di arrogarsi il diritto di essere i cultori della vera Chiesa, contro il Concilio, il Papa e i Vescovi del mondo.

In realtà esprimono una religiosità chiusa, autoreferenziale, attenta alle proprie idee negando l’apertura, l’universalità, il rispetto delle coscienze di fronte a Dio. Amano apparire volutamente con una sfida che la sensibilità moderna non può accettare. La missione di Cristo è di livello spirituale: figurarsi se si preoccupa di pennacchi, ori e anelli.

Papa Leone XIV ha indirizzato un messaggio di speranza e di dialogo. Con il rifiuto ha dovuto procedere a quanto la stessa legge della Chiesa stabilisce. C’è chi si preoccupa della deriva della Chiesa: il vero pericolo è negare ciò che Cristo ha predicato con la propria vita. Il cristianesimo non è terreno per i raffinati: è la religiosità del popolo, attento ai più deboli e fragili, non rifiutando nessuno.