In questi ultimi giorni di Giugno le alte temperature estive sono in anticipo, sfiorando i 35 gradi nel nostro paese. Un tempo l’estate esplodeva alla fine di Luglio per arrivare al colmo verso la metà di Agosto: le ferie collettive infatti erano intono al 15 di quel mese. I ricordi dicono che le piogge dopo la festa dell’Assunta determinavano il periodo di ferie.
La domanda è se questa condizione è il segno del cambiamento climatico. La materia è complessa a tal punto che alcune tesi sono in allarme, mentre altre negano qualsiasi evento straordinario. Sicuramente il progresso sta sfidando le risorse naturali, considerando le risorse della terra. Mentre il mondo occidentale opulento sta ponendosi la domanda per un’attenta politica ambientale, il cosiddetto mondo dei paesi non sviluppati è stanco di essere la riserva per tutti gli equilibri naturali. Lo sfruttamento delle risorse, come sempre, è in mano a grandi complessi industriali che hanno capacità tecnica e finanziaria di investimento.
Una nuova tendenza del capitalismo sta invadendo i paesi poveri alla ricerca di materiali e risorse ambientali. Una semplice revisione del colonialismo. La contraddizione evidente riguarda inoltre gli investimenti dell’intelligenza artificiale che richiedono voraci quantità elettriche e idriche. Non esistono regole e istituzioni capaci di regolamentare l’equilibrio climatico del mondo. Tale incapacità fa sorgere il rischio della desertificazione di territori. Il nostro paese sta già manifestando la desertificazione. Il fenomeno sembra crescere verso il centro d’Italia a partire dal 46° parallelo (all’altezza del territorio della provincia di Ascoli Piceno).
L’attenzione al fenomeno non è ancora in allerta nonostante il rischio di grandi tempeste con relative inondazioni e altrettanto periodi di scarsità di piogge. Tra l’altro i nostri sistemi di irrigazione e di trasporto idrico sono pieni di perdite significative. Se l’andamento non è controllato la disparità delle convivenze aumenta a vantaggio di chi, con sistemi onerosi, riesce ad approvvigionarsi di sufficiente acqua.
Le risorse idriche stanno dimostrandosi elemento indispensabile della qualità della vita: un’attenta cultura di equilibrio infatti è indice di vivibilità. I pozzi per il recupero idrico sono sempre più profondi, fino ad arrivare a cento metri alla ricerca di vene acquifere. Il mondo è di tutti: l’impegno esige a renderlo equilibrato e vivibile.