“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N.158 – NON NOTIZIE

Oramai da tempo, nelle redazioni di testate giornalistiche, sia cartacee che in rete, appaiono notizie che tali non sono. In genere si descrivono eventi, fatti, incontri che riguardano grandi personaggi che ricoprono funzione pubblica o sono semplicemente celebri: fidanzamenti, matrimoni, gite, auto, feste che non raccontano notizie, ma servono soltanto a tener desta l’attenzione al personaggio. Impressiona che organi nazionali di informazione riportino puntualmente tali eventi che non interessano il lettore/lettrice, perché non hanno nessuna notizia.

Che Caio si sia messo con Caia o abbia smesso di frequentarlo/a a noi non interessa, perché sono fatti ed eventi privati, non avendo nessun significato per chi legge. In parole povere: chi è celebre vuole diventare tale offrendo materiale per acquisire e confermare la propria notorietà oppure accentuare la propria presenza. Che tutto questo avvenga con testate, siti e strumenti propri è lecito; che lo si faccia tramite testate universalistiche nasconde interessi e intrecci non lineari, né trasparenti.

Un tempo i proventi della pubblicità si nascondevano con articoli redazionali, miscelando narrazione e interessi. Non so se vale ancora il trucco. Di fatto insistentemente, a cicli costanti, l’attenzione è posta per qualcuno, con ogni strumento utile a destare attenzione e interesse. Il risultato peggiore di tale metodo è mettere insieme problemi seri di economia, di politica, di lavoro, di guerra con il vestito di lei o lo yacht di lui.

La coscienza culturale si abbassa in una specie di soap nella quale i sentimenti, gli interessi, i problemi seri si intrecciano in clima leggero. Per le giovani generazioni il racconto dei fatti del mondo diventano leggeri, evitando impegni seri che il mondo pone. Si accentua la relatività delle vicende, abbassandole a momenti passeggeri e di non senso, salvo poi incrociare episodi dolorosi della propria vita. Tale degrado non è percepito adeguatamente: il mondo opulento non vuole tragedie e problemi. Sogna una esistenza leggera, composta di attimi, preferibilmente positivi, senza lacuna attenzione al mondo circostante, dimenticando il resto.