“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N.153 – LA CONSOLAZIONE

Si parla poco di consolazione, espressione che racconta emozione, vicinanza, attenzione e anche speranza. Eppure è un sentimento diffuso, anche gradevole. La consolazione è quasi sempre invocata in circostanze tristi e dolorose. E’ coraggio e speranza per il futuro. Nell’egoismo solipsistico della nostra cultura si è perduta la dimensione dell’altro. La consolazione invoca invece il gruppo: a volte per un cerchio parentale e amichevole, a volte per un intera comunità. Nelle tragedie di una morte prematura o di una sventura di un incidente, di una bufera, di un disastro, consolare aiuta a non sentirsi soli.

In mancanza della consolazione spontanea si invoca la scienza: spesso per le tragedie gravi si chiama la psicologia. Un modo tecnico per attenuare lo smarrimento. Ma lo stesso tecnico non può che rendersi vicino, suggerire futuro, immaginare il meglio. A volte è sufficiente poter sfogare il proprio dolore con qualcuno capace di ascoltare. Purtroppo si fanno sempre più rari i sentimenti di condivisione, compensando la solitudine con qualcuno distante, anche sconosciuto, purché riesca a suggerire un contatto e pensieri positivi.

Le catene di chat, di messaggi, di immagini, di meme dimostrano la compensazione di una consolazione che spontaneamente si vorrebbe.
La consolazione non è pietismo, né commiserazione, né pensieri negativi che accentuano la sofferenza. Anche i momenti capaci di suggerire pensieri ed esperienze positive riescono a consolare. Nei momenti tristi è auspicabile infatti ricordare e sognare le storie felici della vita. Non risolvono pensieri negativi, ma aiutano ad attenuare tristezza e solitudine.

Pensando alla religione si scopre che il Vangelo è pieno di consolazione. Il Dio cristiano incoraggia, garantisce presenza, offre forza nelle prove, ispira sentimenti di grandezza e di felicità. La storia umana suggerisce la presenza di emozioni, frammiste a facoltà superiori quali l’intelligenza e la volontà. E’ nella propria identità che si riesce a creare equilibrio sano e forte. Occorrono saggi impegni che portano benessere fisico e spirituale.