“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N.151 – SENZA VOCAZIONI SACERDOTALI

Recentemente è stata, ancora una volta, richiamata la scarsità delle vocazioni sacerdotali. Ben tre documenti solenni sono stati ripresi per dare spiegazioni e suggerimenti alla crisi vocazionale: Congregazione del clero 2016, La Cei  2024, il Sinodo Gruppo n. 4, 2026). E’ utile approfondire le ragioni profonde della crisi. La prima considerazione riguarda la religiosità cristiana oggi vissuta. Il concetto di Dio non è più orientato alla verità biblica, così come esplicitato nella religiosità ebraico-cristiana.

I dettami divini si riducono a “onora il padre e la madre, non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza”. Una etica ridotta alle stesse interpretazioni che si ritengono giuste per sé. La figura di Cristo è apprezzata per quanto di misericordioso, di pace, di perdono ha annunciato. La sua dimensione spirituale e ultraterrena è in dubbio. I suoi insegnamenti sono a volte fruibili, a volte impossibili. La Chiesa è considerata un organismo di culto, con molte Chiese, campanili, opere pie e, riti affidati a persone consacrate, con una gerarchia molto rigida che prevede il Papa, i Vescovi, i Presbiteri, i Diaconi.

Il futuro sacerdote deve essere certo di una fede profonda; prenda coscienza di un percorso di solitudine e di equilibrio, in termini affettivi, economici e di prestigio. Sia umile, considerando la vocazione e l’ordinazione sacerdotale come puro dono dello Spirito di Dio. Sia paziente con tutti, sicuro che non dipende da lui il dono fede; egli può solo essere testimone di una grande occasione a lui concessa. Sappia essere paziente con se stesso, sapendo alimentare la sua spiritualità. Abbia una visione completa della salvezza: per chi è povero, per chi ha salute, per chi è ricco.  Sappia infine essere “ironico”. La tolleranza pe sé e per gli altri gli impedisce di intristire. Infine, qualche volta chieda perdono: per non essere stato idoneo alla missione, affidandosi alla misericordia di Dio.

L’augurio sincero è per chiunque sente il desiderio di essere sacerdote: non si impaurisca, né si inorgoglisca. Dio dispone della nostra storia: come il fiume nasce dalla montagna e scende verso il mare, così a noi è possibile curare gli argini, senza la pretesa di inventare l’acqua o di invertire l’andamento della corrente.