“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N.149 – MORTI DIMENTICATI

Negli ultimi giorni sono morti in mare più di 150 persone. I soliti barconi e barchette che dalla Libia non riescono a raggiungere le coste della Grecia e dell’Italia lasciano dispersi affogati. Sono persone dimenticate, cancellate dall’attenzione: i salvataggi dei pochi superstiti sembrano essere affidati al caso. Le guerre di Gaza, di Ucraina e recentemente dell’Iran hanno altre priorità. La politica si è spostata sulla mancanza di petrolio, le feste pasquali sono concentrate su dove trascorrere la pasquetta. Impressionano l’indifferenza e il disimpegno sia pubblico che privato: quasi che le morti hanno delle priorità sulla sensibilità. Anche dopo le tragedie potresti essere degno di notizia o di silenzio.

Le statistiche dicono che dall’inizio del 2014 sono morti … appena 35 mila persone nel Mare mediterraneo: carne da macello o, se vive, addette ai lavori più onerosi. Gli Stati sono attenti a tenere chiuse le frontiere: escogitano leggi e strumenti tesi a sigillare i confini, nonostante la popolazione europea e americana stia invecchiando. Il potere dei più forti è anche miope. Non comprende che, a lungo andare, quando le popolazioni oramai vetuste non reggeranno i sistemi di previdenza e assistenza dei propri cittadini, i paesi saranno invasi da popolazioni giovani.

Fa poca differenza che siano asiatici, africani, dell’America del sud. Nemmeno il cosiddetto inverno delle nascite, sempre meno numerose, mette in allarme. E’ il chiaro segno della fine dell’impero occidentale. Un declino che è già in atto, nonostante feste, canzoni, mode e vacanze. E’ già avvenuto nella storia con le invasioni e la fine di civiltà che sembravano onnipotenti.

La strada della razionalità è più difficile di quanto si immagini. Si procede a piccoli passi, preoccupati delle piccole questioni del momento: nessuna visione a medio termine. Come preservare benessere, quale futuro gestire, quali riforme necessarie. Le poche voci che mettono in guardia sono nascoste o ridicolizzate. La storia dell’umanità ha una sua logica; appare crudele: è invece orientata al proprio futuro. Le leggi della sopravvivenza non fanno selezioni e discriminazioni. Agiscono per il bene supremo, purtroppo spesso nel caos, non esclusa la violenza.