Ha fatto impressione la tragedia a Crans-Montana dove hanno trovato la morte 40 persone con 116 feriti. Sembra un’assurdità per le vite perdute, ma anche per la vicinanza tra festa e morte nella notte di capodanno. Ancora più impressionante la fine di ragazzi e ragazze, appena adolescenti, nonostante i genitori fossero attenti e consensuali al raduno festoso.
Quando tutto sembra più facile e possibile, le tragedie avvertono che i limiti sono in agguato. Esse sembrano più aggressive, data la facilità degli spostamenti e delle occasioni di raduno. Ne avvengono nei cieli, sulla terra, in mare. Tornano alla memoria le tragedie degli aerei, dei terremoti, dei maremoti. Rappresentano una specie di contrappasso che impedisce la libertà. E’ difficile offrire spiegazioni delle catastrofi che, al di là delle responsabilità, vanno appurate.
Il fuoco è terribile perché nasconde in sé l’utilità e la distruzione, come, d’altra parte l’acqua e l’aria. Il pensiero va agli elementi della natura che agiscono con proprie leggi, senza dubbi ed eccezioni. Il dolore e le ferite delle persone ustionate resteranno impresse sui corpi e ritornerà la domanda del perché, senza risposte. Le ustioni sono particolarmente dolorose e complesse. Occorre tempo perché la pelle possa ricrescere, eliminando nodi e infezioni.
La civiltà moderna è oramai abituata a superare le leggi della natura, senza badare alle conseguenze dolorose che possono procurare. Al fondo degli eventi c’è sempre una forzatura, a volte piena di responsabilità diretta, a volte di cause che rimangono sconosciute. Sono le morti bianche della montagna, del mare, delle inondazioni, dei terremoti, degli incidenti. Non si può vivere con l’angoscia della morte, anche se può giungere improvvisa e indesiderata. Non resta che vivere una vita equilibrata e attenta, sperando che le disgrazie non colpiscano.
Restano in chi sopravvive i ricordi che solo il tempo alleggerirà: i rimpianti e le dolcezze dei momenti belli della vita. Nostalgia di figli, di fratelli e di sorelle, di amici che altri, pur essendo solidali, dimenticheranno. Il dolore e la morte sono feroci in proporzione dei legami di sangue e affetto con le persone scomparse.